CHIETI. «Scusate per i disagi che dovrete sopportare ma non è colpa nostra». Recitava così un volantino distribuito ieri dagli autisti della società di trasporto pubblico "La Panoramica". In sciopero per contestare i tempi di percorrenza delle linee 1 barrato e 3 barrato. Troppo stretti a fronte di un traffico che allo scalo è cresciuto a dismisura negli ultimi anni. Gli autisti hanno incrociato le braccia dalle 9 a mezzogiorno lasciando tanti passeggeri alle fermate del colle e della vallata. L'adesione allo sciopero ha superato il 90 per cento. «Un successo», assicurano i sindacati Fit Cisl, Ugl e Faisa Cisal. Meno contenti Comune e azienda. Seccati dalla levata di scudi degli autisti. «Rispetto il diritto allo sciopero ma non condivido questa presa di posizione. Non serve» spiega Luigi Febo, assessore alla viabilità, «allungare i tragitti dei pullman bensì ottimizzare il servizio con interventi mirati che l'amministrazione sta studiando». Dello stesso avviso Sandro Chiacchiaretta della Panoramica. «I problemi» dice «non si risolvono stando fermi e non garantendo le corse alla gente».
LA PROTESTA. E' scattata alle 9. Gli autisti sono scesi dai bus e si sono dati appuntamento a largo Cavallerizza. Bandiere e volantini alla mano hanno formato un piccolo presidio che è stato sciolto poco prima di mezzogiorno. Circa una trentina i presenti. «Lo sciopero è stato inevitabile. Inutilmente abbiamo cercato per mesi una mediazione con Comune e azienda» afferma Domenico Di Fabrizio, Fit Cisl, «ricevendo in cambio solo promesse». Il nodo del contendere sono le tabelle di marcia delle linee 1 barrato e 3 barrato. In meno di trenta minuti gli autisti devono fare la spola da un capo all'altro dello scalo. «E' umanamente impossibile. Siamo costretti a un lavoro massacrante» osserva Marcello Consorte, rsa Cisl, «e non vengono rispettate le soste che invece ci spettano per legge». Ne risente, ovviamente, la qualità del servizio. «La gente dello scalo ha appoggiato la nostra protesta perché è stanca» sottolinea Giuseppe Lupo, Ugl, «dei ritardi delle linee 1 barrato e 3 barrato. Le corse saltano in continuazione e l'utenza se la prende con noi. Ora basta». Comune e azienda sono restii a rivedere i tempi di percorrenza. Ne deriverebbero aumenti inevitabili dei costi di gestione. «Forse aspettano che gli autisti si autotassino», ironizza Lupo. «Se non ci saranno segnali da Comune e azienda» avverte Luciano Lizzi, Faisa Cisal, «proclameremo uno sciopero di 24 ore subito dopo Pasqua».
IL COMUNE. «Non mi hanno informato dello sciopero» riprende Febo «eppure ci siamo visti pochi giorni fa. Proseguiremo il nostro studio tecnico allo scalo per capire i reali disagi incontrati dai bus. Siamo disposti a investire per migliorare il trasporto pubblico locale».