Il turnover stimato dall'azienda è di 250 unità. Entro luglio servono 60 sostituti per i dipendenti in ferie. Il sindacato: paga bassa, chi può se ne va
Sessanta autisti di bus cercansi. Entro luglio. Obiettivo: permettere le ferie ai «manetta» che hanno lavorato durante l'inverno. E attivare i servizi sostitutivi delle linee tranviarie che vengono interrotte per lavori. Per Atm il rimpiazzo degli autisti che vanno in pensione (o anche solo in vacanza) resta un problema. Tanto che l'anno scorso è stato varato un progetto (il progetto «Passerelle») per portare autisti di bus e tram da Napoli a Milano. Ormai è passato più di un anno e di manetta con l'accento di Totò ne sono arrivati in tutto 35. Ma il turnover stimato da Atm è di 250 autisti l'anno. «I neoassunti con contratti di inserimento da 950 euro al mese appena possono se ne vanno - fa notare Roberto Rossi, delegato Cisl in Atm -. Soprattutto se vengono da un'altra regione e a Milano devono pagare affitti che da soli si mangiano il 90 per cento dello stipendio». Sulla questione «giovani» il sindacato fa autocritica. «Abbiamo accettato che dagli aumenti ottenuti con gli ultimi accordi fossero esclusi i neoassunti. È arrivato il momento di equilibrare tutele e retribuzioni, come ha fatto l'azienda di trasporto locale di Roma», aggiunge Rossi.
Su questi temi il sindacato ha chiesto un incontro all'azienda. Dal canto suo Atm tiene la bocca cucita. Unica certezza: per il momento non si cerca di risolvere il problema aggirando il regio decreto del '31 che vieta l'assunzione di extracomunitari.
Nel sindacato c'è chi ha qualche dubbio. «Risulta incredibile che Atm non trovi il personale di cui ha bisogno - obietta Nino Cortorillo, segretario generale della Filt Cgil regionale -. L'impressione è che le assunzioni risentano di una modalità clientelare non superata».
Tornando al progetto Passerelle, secondo la Provincia di Milano i 35 inserimenti da Napoli nel giro di un anno sono un buon risultato. «Teniamo conto che di solito su cento curriculum gli assunti sono sei-sette. In questo caso siamo arrivati a quota dieci. E poi altri 19 candidati stanno seguendo il corso di formazione», spiega Alda Fiordelli, che per Palazzo Isimbardi ha seguito l'iniziativa. Ma anche in questo caso il sindacato contesta. «Troppo spesso si mettono in piedi operazioni che servono più all'immagine delle istituzioni che le promuovono che per i risultati che portano. Non è un caso che nel progetto Passerelle non sia in alcun modo stato coinvolto il sindacato», contesta il segretario generale della Filt Cgil Lombardia. Per evitare che iniziative come quella delle Province di Milano e Napoli con Atm e Italia Lavoro lascino il tempo che trovano, secondo Cortorillo bisognerebbe affrontare seriamente il discorso «casa». «Magari garantendo come di incentivo una mensilità in più nei primi tre anni a chi si trasferisce», suggerisce il sindacalista. In cambio, però, i manetta del Sud dovrebbero impegnarsi a non lasciare Milano.