Iscriviti OnLine
 

Pescara, 06/05/2026
Visitatore n. 753.715



Data: 15/03/2008
Testata giornalistica: La Repubblica
Le 33 giornate dei pendolari. In 13 milioni si muovono ogni giorno. Chiedono servizi migliori e sono pronti a rinunciare subito al mezzo privato. Ma il treno costa la metà dell'auto

Il Censis: spendono una media di 72 minuti per spostarsi
Usano il mezzo privato solo perché l'alternativa è scomoda

ROMA - In Italia sono 13 milioni, ovvero il 22,2% della popolazione residente: possono influenzare una campagna elettorale, ma spesso non hanno voce. In media, impiegano in media 72 minuti per gli spostamenti giornalieri di andata e ritorno, l'equivalente di 33 giornate lavorative all'anno. Sono i pendolari, quelli che ogni giorno prendono un treno per lavoro e studio. Tra il 2001 e il 2007 sono cresciuti del 35,8%, quasi 3,5 milioni di persone in più.

Sono i dati più significativi contenuti in una ricerca del Censis, presentata dal ministro dei Trasporti Alessandro Bianchi, con la collaborazione del direttore del Censis Giuseppe Roma. I pendolari che quotidianamente affollano le grandi città d'Italia - secondo Giuseppe Roma sempre più simili a dei "polmoni" che si gonfiano al mattino per sgonfiarsi la sera - sono 592 mila a Milano (45,4% della popolazione residente), 291 mila a Roma (10,8%), 249 mila a Napoli (25,6%), 242 mila a Torino (26,9%).

Il fenomeno del pendolarismo si manifesta soprattutto a livello locale, con spostamenti concentrati in gran parte su percorsi limitati. La maggior parte dei trasferimenti avviene tra comuni della stessa provincia, dove ogni giorno si impiegano in media 43 minuti per coprire una distanza media di 24 chilometri.

La stragrande maggioranza dei pendolari (70,2%) usa il mezzo privato che costa almeno 4-5 volte più del treno, ma è più confortevole e permette di raggiungere qualsiasi destinazione. Tra i motivi che orientano lavoratori e studenti verso l'automobile, rientrano infatti la carenza di collegamenti ferroviari per le destinazioni richieste, l'eccessiva distanza delle stazioni dal luogo di residenza, i troppi trasbordi da un mezzo pubblico all'altro.

Da rilevare che un'ampia fetta di pendolari non utenti del treno (oltre il 69%) si dimostra disposto a passare al servizio ferroviario, ma resta esclusa dall'esercizio su rotaia a causa della mancanza di una rete capillare ed efficiente. A proposito di rete, Bianchi precisa che le nuove linee ferroviarie ad alta velocità sono state pensate proprio per decongestionare quelle esistenti, in modo da favorire l'aumento dell'offerta su segmenti di percorso dedicati ai pendolari.

"I soldi per i treni regionali sono ancora troppo pochi e in alcune regioni le Fs sembrano seriamente intenzionate a tagliare i collegamenti per mancanza di fondi" confessa Giancarlo Laguzzi, direttore della Divisione Passeggeri Regionale di Trenitalia.

Dalla ricerca del Censis emerge che gli utenti del treno (il 14,8% dei pendolari) promuovono l'accessibilità e la funzionalità dell'infrastruttura ferroviaria (velocità di marcia, frequenza delle corse, sicurezza dei convogli). Per altri aspetti, come la tutela da molestie e furti, le informazioni sul servizio, i tempi di attesa, la puntualità, il costo di biglietti e abbonamenti c'è veramente tanto da fare.

Le critiche più accese si scagliano contro l'affollamento delle carrozze, lo scarso comfort a bordo, l'inadeguata climatizzazione (anche se Trenitalia ha installato l'aria condizionata su molti dei vecchi mezzi), la vetustà delle carrozze, la scarsa pulizia degli scompartimenti e delle toilettes. Chi, per evitare tutti questi disagi, usa l'auto spende 109,50 euro al mese contro i 49,20 del treno; tra i mezzi più economici spunta l'autobus extraurbano, che grava sul bilancio dei pendolari per 45,30 euro al mese.

Nel 2007, Trenitalia ha trasportato 472 milioni di passeggeri sulle tratte locali e regionali contro i 465 milioni del 2006; all'impennata della domanda non ha corrisposto però un adeguato aumento dell'offerta. Occorre perciò dare la spinta decisiva al mercato della mobilità pendolare sostenibile nella sua componente principale, cioè il treno, per ridurre i costi sociali, economici e ambientali prodotti dagli spostamenti, investendo di più sul ferro nei nodi urbani e favorendo politiche tese allo sviluppo dell'intermodalità.

www.filtabruzzo.it ~ cgil@filtabruzzo.it