ROMA - Feu vert. L'ok ad Air France-Klm arriva poco prima di mezzanotte. Dopo oltre 14 ore di riunione superblindata del consiglio di amministrazione di Alitalia, il presidente Maurizio Prato mette a verbale l'ultimo punto della delibera che alza il velo sui piani di Parigi. Ma si tratta di un'ok vincolato. E nella missiva da recapitare a Parigi ci sono anche le condizioni dettate da Prato per l'efficacia del contratto. Condizioni precise da realizzare subito, in tempi brevi.
Sacrifici , obiettivi e promesse del rilancio di Alitalia sono sintetizzati in quindici pagine di un comunicato che raggiunge il mercato nella notte. Sul tavolo le linee di un piano industriale fatto di sacrifici e garanzie. Un progetto destinato a ridisegnare i connotati di una compagnia che negli ultimi undici anni è riuscita a chiudere i bilanci in utile solo due volte. Tra il 2006 e il 2007 ha bruciato quasi un miliardo di euro versato dai soci a fine 2005. Ora la cassa è finita. Alitalia ha bisogno di un altro miliardo di euro per sopravvivere. E l'operazione Air France è l'ultima chance per strappare la compagnia al fallimento. Ma fino a che punto fosse "duro" il piano di risanamento e di rilancio di Parigi è stato chiaro solo ieri notte, dopo la riunione fiume del cda.
Sono passate in archivio otto settimane di trattativa in esclusiva, rigorosamente top secret, fatte di indiscrezioni rimaste senza alcuna conferma ufficiale sui nodi cruciali dell'offerta: i numeri degli esuberi, sul destino degli 8.500 dipendenti di Az Servizi e sui tagli di Az Fly.
Anche venerdì sera l'offerta di Parigi è arrivata nel quartier generale della Magliana nel più stretto silenzio nelle mani di manager Alitalia che per 48 ore hanno trattato gli ultimi dettagli della proposta. E ieri un consiglio di amministrazione che si preannunciava lungo e impegnativo ha finito per superare ogni previsione: oltre quattordici ore di riunione e di attesa. Attesa per vedere fino a che punto sono confermate le indiscrezioni degli ultimi giorni.
L'Ops. Le indiscrezioni riferivano di un'offerta pubblica di scambio sul 100% delle azioni con un concambio (un'azione Air France-Klm contro 70 Alitalia) che valorizza i titoli della compagnia di bandiera circa 0,22 euro rispetto agli 0,35 euro fotografati dai due titoli a dicembre scorso. Cedendo la propria quota del 49,9%, il Tesoro ottenerrebbe intorno al 3% nella nuova holding Air France-Klm-Alitalia (più un altro 1,5% controllato da Fintecna). Sempre secondo indiscrezioni, ai consiglieri italiani verrebbe riconosciuto potere di veto su alcune scelte strategiche che riguardano il posizionamento di Alitalia sul mercato italiano.
L'occupazione. Aspetti delicati dell'offerta riguardano anche il piano industriale, in particolare il futuro di Alitalia Servizi (manutenzione, handling, information technology, amministrazione, call center) e gli esuberi. Questi ultimi potrebbero riguardare circa 1.700 lavoratori in totale tra Alitalia Fly e Servizi. La società delle attività di terra, passerebbero sotto il controllo della finanziaria di Stato, Fintecna che oggi possiede il 49,4% più l'usufrutto dell'1,6%. Parte della manutenzione e dei servizi aeroportuali dovrebbero rientrare nel gruppo Alitalia. Per le altre attività, il controllo passerebbe a dei nuovi partner.
L'agenda. Entro lunedì è poi previsto il parere del Tesoro che sinora ha tifato per la soluzione franco-olandese. Se via XX Settembre confermerà, come ci si attende, il via libera, martedì il numero uno del gruppo d'oltralpe, Jean-Cyril Spinetta assieme al presidente dell'Alitalia, Maurizio Prato, a quello di Fintecna Vincenzo Dettori e di Alitalia Servizi Giancarlo D'Andrea ha già un appuntamento con le nove sigle sindacali presenti in Alitalia. Sarà il banco di prova per l'offerta di Air France-Klm che, come ha detto il cda di Parigi, per per portare all'alleanza con Alitalia è condizionata all'accordo con i sindacati.
Tra Roma e Parigi l'auspicio è arrivare all'obiettivo prima delle nuove elezioni. Una linea che vede uniti anche il premier Romano Prodi e Silvio Berlusconi, il leader della Pdl, che non ha alcuna intenzione di ereditare il fardello Alitalia.
Arrivare a un accordo con i sindacati non sarà tuttavia un'impresa facile. Soprattutto perchè i dettagli dell'offerta di Parigi saranno sul loro tavolo per la prima volta proprio martedì. Così Filt Cgil e Fit Cisl avvertono: non accetteranno un accordo al buio.