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Data: 17/03/2008
Testata giornalistica: Il Centro
Berlusconi ci ripensa: non toccherò le pensioni. Dietrofront sull'ipotesi di rivedere all'insù lo scalone. Levata di scudi dei sindacati

E denuncia il rischio di brogli. Aborto, Giuliano Ferrara contestato dalle femministe

COMO. In difesa sulle pensioni, in attacco sui brogli. Doppio ruolo per Berlusconi. Da Cernobbio aveva fatto intendere di voler rivedere lo scalone, ritoccandolo all'insù. Meno di 24 ore ed è arrivata la scontata levata di scudi dei sindacati. Poco dopo il Cavaliere frena.
«So bene che i sistemi pensionistici non si cambiano da un anno all'altro, tanto meno - assicura - senza una consultazione sociale. Come al solito, la sinistra si esercita nell'alterazione di mie dichiarazioni». Vecchio vizio «stalinista». Sulle elezioni e il rischio brogli, l'ex premier invece rispolvera un vecchia convinzione, ma con molta determinazione. Da Piazza Duomo, dove si trova per un comizio, lancia l'allarme: «C'è un problema grandissimo e per evitare il bis del 2006, quando la sinistra buttò fuori i nostri rappresentanti di lista, occorre armare un esercito in difesa della libertà». E' l'una e mezzo della domenica delle Palme, in piena pausa pranzo, e così la piazza è piena a metà ma i comaschi che sono venuti per il presidente lo acclamano, lo incitano a più riprese, ripetono le parole d'ordine che li convincono di più. Ma è anche il weekend dei gazebo per la famiglia e l'ex premier non vuole che l'attualità rubi la scena: incalzato, sulle prime non replica sulle pensioni. Il commento arriverà dopo, con una nota. Non parla di Alitalia, glissa anche sul capitolo Tibet e Olimpiadi. Il Popolo delle libertà applaude quando attacca a testa bassa la sinistra.
Ma a fare breccia sono soprattutto i temi cari al Nord: la sicurezza («ci sono clandestini a iosa e troppi pochi soldi» è la constatazione); i ritardi sulle infrastrutture e l'energia; i rifiuti. Berlusconi confessa di non dormirci la notte: un milione di tonnellate di spazzatura. A tanto ammonta la dote del governo Prodi. Il Cavaliere lo sa infatti come vanno le cose in politica: «Un mese dopo che sarò a Palazzo Chigi - pronostica - quella spazzatura sarà tutta mia». Ergo, spiega, una soluzione va trovata. Poi, le tasse. Berlusconi avrà anche inaugurato la stagione del realismo ma a farsi scippare la lotta per abbattere il peso del Fisco non ci sta. E così promette di tagliare la pressione fiscale, laddove è possibile; ricorda che introdurrà il quoziente familiare, una vera e propria rivoluzione; e non dimentica la casa. «Ogni padre di famiglia ha a cuore di lasciarne una ai propri figli». Via l'Ici, quindi, ok ai buoni affitti e a un piano per l'edilizia. E se qui la sinistra copia, pazienza perché «quando vengono copiate le cose buone sono felice», dice tra il bonario e il sarcastico. Tanto poi al governo ci va lui e non certo Veltroni, è il ragionamento sottostante. Ecco allora l'immancabile stoccatina all'avversario «Se Veltroni fosse credibile e non lo è, lo voterei anche io». Così, dice, potrei finalmente godermi la vita. E invece, niente, gli toccherà prendere ancora una volta il Paese in mano e con umiltà governare. «Vi garantisco che supereremo le difficoltà». Sì, perchè io ormai «sono un vecchietto». Poi si corregge: «Questa mattina ho incontrato un compagno di scuola, che mi ha detto: Ormai abbiamo un'età. Ma io gli ho risposto: Parla per te».
Momenti di forte tensione e anche due leggere cariche di alleggerimento dei carabinieri, ieri davanti al Comune di Padova, dove un gruppo di circa 200 femministe ha contestato l'arrivo di Giuliano Ferrara, per presentare il programma della lista «Aborto? No Grazie». Nessun vero incidente, tuttavia: la reazione dei carabinieri è scattata quando un gruppo di manifestanti, donne e militanti dei centri sociali e del movimento No Dal Molin, ha cercato di forzare il blocco al cancello principale della sede municipale. La situazione è poi tornata alla normalità. Giuliano Ferrara, scortato dalle forze dell'ordine, è entrato per tenere il suo intervento. «Promuoviamo la cultura della vita - ha detto Ferrara - e purtroppo bisogna fare una campagna elettorale blindata. E' una cosa normale? A questi estremisti rispondo: viva la libertà». Ferrara era stato fatto oggetto di contestazioni anche sabato a Verona e a Conegliano, al teatro Toniolo, dove alcuni manifestanti avevano lanciato lattine piene di vernice.

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