Il ministro delle lacrime e del sangue continua a non convincere il sindacato. Dopo aver annunciato, in settimana, una manovra aggiuntiva per il risanamento dei conti pubblici (che ha fatto storcere il naso a tutte le parti sociali), oggi Tommaso Padoa Schioppa ha chiesto ai sindacati di ''mantenere la moderazione salariale''. L'appello del ministro dell'Economia rientra in una lunga intervista pubblicata dal Sole 24 ore.
E subito è arrivata la risposta della Cgil. ''Non e' contenendo i salari che si risana il debito e si imbocca la strada della crescita''. Cosi' Carla Cantone, segretaria nazionale della Cgil. ''Siamo ben consapevoli dei disastri che il passato Governo ha lasciato in eredita' - afferma Cantone - e che c'e' bisogno che il Paese ritorni a vivere una stagione di competitivita'. In questi anni - prosegue la sindacalista - le politiche contrattuali messe in pratica dal sindacato hanno teso a tutelare i salari, anche per far fronte ad una politica economica e fiscale iniqua, tutta a favore dei redditi piu' alti. Non si possono chiedere sacrifici ai soliti noti. Non e' certo contenendo il potere d'acquisto dei salari che si risana il debito pubblico e il Paese imbocca la strada della crescita''.
Nell'intervista al Sole 24 Ore Padoa Schioppa si è soffermato sulla concertazione che parte lunedì prossimo tra imprese e sindacati sulle principali misure di politica economica, a cominciare dalla riduzione del cuneo fiscale: 'Sono consapevole delle molte attese di riduzione del divario tra il costo del lavoro per l'impresa e il reddito ricevuto dal lavoratore: il cosiddetto cuneo fiscale, tema principe della campagna elettorale. Tuttavia, il denaro che oggi affluisce allo Stato dal cuneo non è denaro che va perso o gettato, ma finanzia spesa pubblica regolarmente iscritta a bilancio. Tale spesa deve quindi trovare una entrata alternativa oppure essere ridotta. Stiamo studiando l'intera questione. E' auspicabile che la riduzione del cuneo sia selettiva. Se si vuole che vada a beneficio del sistema economico, occorre che essa sia premiante per le imprese nelle quali le prospettive di crescita sono piu' forti'. E aggiunge: 'La riduzione del cuneo non deve essere una sovvenzione che aiuti a essere competitivi per qualche tempo. Non può assomigliare a una svalutazione. Deve agire a favore di quelle imprese le cui dinamiche siano, o possano rapidamente diventare, utili allo sviluppo dell'economia. Occorre anche, a mio parere, che il mondo imprenditoriale offra contropartite'.
E alle imprese il ministro chiede 'un impegno preciso a rimettere in forte crescita la produttività in Italia attraverso investimenti, ricerca', mentre al sindacato chiede di 'mantenere la moderazione salariale in atto da molti anni e di farsi interprete delle situazioni di più acuto bisogno'. Infine affronta anche il tema delle infrastrutture e il blocco dei cantieri Anas e Fs, sottolineando di aver 'segnalato il rischio di chiusura dei cantieri per il drammatico taglio della spesa dello Stato per investimenti pubblici', aggiungendo subito che 'è evidente che tale evento vada scongiurato, anche se non possiamo non guardare anche ai limiti di spesa. Che la continuità delle opere sia essenziale è fuori dubbio'.