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Data: 20/03/2008
Testata giornalistica: Il Centro
Lavori usuranti, in pensione tre anni prima. Il governo approva il decreto, riguarda gli addetti a miniere, cave, asportazione amianto, catene di montaggio e autisti di bus

Sindacati: è un passo avanti. Confindustria: sul lavoro notturno un pasticcio

ROMA. Via libera del consiglio dei ministri al decreto sui lavori usuranti previsto dal protocollo sul Welfare dello scorso anno. Un provvedimento atteso da tempo che stabilisce uno sconto di tre anni dell'età pensionabile per chi svolge la propria attività nelle gallerie, in miniera, nelle cave, nelle gallerie, nell'asportazione dell'amianto. Ma anche per chi lavora alla catena di montaggio, e per i conducenti di veicoli, che effettuano servizio pubblico, con almeno nove posti.
Per i lavoratori notturni che fanno i turni, invece, è stato previsto un sistema a scaglioni. Lo stanziamento previsto è di 2,5 miliard, 5mila i lavoratori interessati in 10 anni. In consiglio dei ministri si sono astenuti i ministri della Sinistra Arcobaleno, Pecoraro Scanio e Ferrero, mentre Bianchi ha espresso parere favorevole. Perplessità da Emma Bonino: un «indubbio pasticcio legislativo che crea false aspettative tra i lavoratori» perchè rischia di non essere approvato. Ma per Damiano è un «atto dovuto, coerente con la delega e con risorse certificate dalla Ragioneria Generale dello Stato».
Possono andare in pensione tre anni prima, dunque, i lavoratori impegnati in mansioni particolarmente usuranti individuate nel 1999 dalla tabella Salvi. Tra loro chi lavora in galleria, cave, miniere, ma anche nei cassoni ad aria compressa, i palombari, chi svolge lavori ad alte temperature e di asportazione dell'amianto, gli addetti a catene di montaggio; gli autisti di veicoli con almeno 9 posti. Previsto, invece, un sistema a scaglioni per i turnisti di notte: anticipo di un anno se le notti sono tra 64 e 71; 2 anni tra 72 e 77; 36 mesi per chi supera i 77 giorni in un anno. Il decreto stabilisce una clausola di salvaguardia se le domande richiedano più risorse di quanto previsto con lo spostamento delle decorrenze dei trattamenti. Secondo il segretario confederale Cgil, Morena Piccini, è «un atto importante perchè risponde ad un impegno preso con le parti sociali, e completa le norme sul superamento dello scalone. Finalmente, si afferma il principio che i lavori non sono tutti uguali e che è necessario riconoscere anticipi al pensionamento a coloro che svolgono mansioni particolarmente pesanti e gravose». Il segretario confederale Domenico Proietti esprime soddisfazione «per la parte relativa al lavoro a catena e sul trasporto dei mezzi pesanti. Sarebbe stato opportuno estendere i benefici a tutte le tipologie di lavoro notturno previste nei contratti collettivi nazionali».
Il direttore generale di Confindustria, Maurizio Beretta, conferma il giudizio negativo degli industriali italiani in particolare per il lavoro notturno. Soprattutto, «questo modello di geometria variabile, dove a seconda della quantità di notti fatte si è un po' usurati o usurati parzialmente, pensiamo sia poco praticabile, poco chiaro per gli stessi lavoratori e rischi di trasferire in azienda un inutile contenzioso», «lascia del tutto indeterminato il numero di lavoratori che possono rientrare in questa definizione con il rischio di ulteriori sfondamenti per la finanza pubblica».

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