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Data: 20/03/2008
Testata giornalistica: Trambus
Trasporto, nuova botta e risposta sul contratto unico della mobilità. Asstra e Anav inviano una nota "anti contratto" ai sindacati

Mercoledì scorso le associazioni datoriali sono tornate a puntualizzare la loro contrarietà alla proposta. Questa volta lo hanno fatto inviando una nota ufficiale indirizzata alle organizzazioni sindacali. Nella minuta, a firma congiunta Asstra- Anav, si legge che "Le associazioni considerano irricevibile la piattaforma per il contratto unico della mobilità perché comporterebbe un insostenibile quanto ingiustificato aumento dei costi per le aziende del settore anche sotto il profilo delle norme". I presidenti delle due associazioni hanno, inoltre, sottolineato "l'assoluta impraticabilità ad affrontare il tema della eventuale unificazione dei contratti collettivi nazionali di lavoro degli autoferrotranvieri e delle attività ferroviarie in termini negoziali, sottoforma di piattaforma contrattuale". Infine, pur sottolineando "di non poter accogliere formalmente la piattaforma per il contratto unico della mobilità, così come presentata lo scorso 22 febbraio", hanno dichiarato, la loro disponibilità ad avviare un confronto tecnico per verificare la fattibilità di unificare i due contratti. Asstra e Anav si dicono disponibili, allo stesso tempo, al rinnovo del solo contratto degli autoferrotranvieri nel rispetto del protocollo del 23 luglio. Ad oggi ancora non si registrano prese di posizione da parte sindacale, anche se il 29 febbraio scorso, in risposta ad un articolo del presidente di Asstra, sulle pagine del Sole24ore, la Cisl rimandava al mittente le accuse: "Una piattaforma unica per un settore così delicato e strategico come quello dalle mobilità in ambito locale e regionale costituisce, in realtà, una grande opportunità per facilitare l'attuazione di un riassetto del settore, sempre annunciato e altrettante volte disatteso. Questo strumento normativo favorirebbe la liberalizzazione regolata, evitando che questa si misuri esclusivamente sul costo del lavoro, rincorrendo una perversa dinamica di tagli, che allo stato attuale appare l'unico elemento di interesse per le società che intendono competere". "Ipotizzare che la nuova piattaforma sindacale determini un innalzamento dei costi o un appesantimento normativo e organizzativo sembrerebbe dimostrare uno scarso approfondimento della proposta".

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