Lo slittamento del termine del 31 marzo chiesto da Air France-Klm per chiudere l'operazione di acquisto e l'attivazione immediata del prestito ponte di 300 milioni da parte del Tesoro. Sono queste le richieste dei sindacati di Alitalia espresse alla compagnia nell'incontro di stamani a Roma coi i vertici di Alitalia. 'Confermiamo - scrivono in una nota -la disponibilità a qualunque incontro utile a costruire una soluzione e un percorso per dare un futuro ad Alitalia e prospettive condivise per tutti i lavoratori del gruppo'. Chiedono però ad Air France-Klm 'un approccio diverso da quanto emerso nel precedente incontro, ove la proposta vincolante conteneva sostanzialmente un 'diktat' ai lavoratori e alle sigle sindacali: prendere o lasciare'. Per le nove sigle sindacali di Alitalia 'un negoziato vero è condizione indispensabile per dare senso e contenuto a qualunque confronto; così come la data ultima del 31 marzo entro cui approvare il rilascio del prestito ponte richiesto dal presidente Maurizio Prato, è una precisa responsabilità del ministro dell'Economia Padoa Schioppa'. L'incontro di oggi, conclude il comunicato, 'ha rappresentato la necessità di riprendere il confronto nei prossimi giorni, fissando sin d'ora la data del 25 marzo'.
Al prossimo incontro, fissato appunto per il 25 marzo, dovrebbero essere presenti anche i vertici di Air France. Ma si fa strada, in campo sindacale, l'idea che sarebbe meglio aspettare le elezioni e il prossimo governo per risolvere la vicenda. Da qui la richiesta del prestito ponte che dia ossigeno ad Alitalia nel breve periodo. Come spiega il segretario generale della Cgil, Guglielmo Epifani, ''di fronte a questa situazione, a Spinetta che vuole anche l'opinione del nuovo governo, si trovi un modo per continuare l'attività di volo e poi si rimandi la parte del confronto e la parte della decisione, a dopo le elezioni, quando avremo un nuovo governo''.
Nella riunione odierna, Prato ha ribadito che ''la trattativa con Air France-Klm e', ad ora, effettivamente prendere o lasciare. Ma l'offerta e' industrialmente solida, al contrario di quelle possibili cordate appoggiate da banche che fanno poi gravare il debito sull'azienda''. Una posizione che non basta ai sindacati per aprire un negoziato. Lo spiega il segretario nazionale della Filt-Cgil Mauro Rossi: "Prato ci ha richiamato al senso di responsabilità - ha detto Rossi - e questo non è sufficiente. La convocazione del 25 con Spinetta ha un senso se c'è un cambiamento. Se ci convocano è perché ci devono essere le condizioni per modificare l'offerta".
Analoga la posizione della Fit Cisl: quella di Air France è una proposta inaccettabile e all'incontro di martedì prossimo con Spinetta servirà un approccio diverso. Lo ha affermato il segretario nazionale, Claudio Genovesi: "La proposta così com'è - ha detto - è inaccettabile. Non consente infatti al sindacato un confronto e una trattativa. Martedì riteniamo che sarà necessario un approccio diverso per la prosecuzione della trattativa. I punti nodali - ha aggiunto Genovesi - sono per noi il perimetro aziendale, gli investimenti in flotta e gli esuberi". "Infine - ha concluso - la scadenza del 31 marzo per l'approvazione del prestito ponte è una precisa responsabilità del ministro dell'Economia Tommaso Padoa-Schioppa e non può essere posta al tavolo della trattativa come una minaccia".
Le alternative ad Air France
Proseguono intanto le polemiche scaturite dalle affermazioni di Silvio Berlusconi: "Con il mio veto - ha dichiarato il Cavaliere - Air France rinuncera'. Nel momento in cui capiscono che il futuro presidente del consiglio non e' d'accordo, si fermano. Li' non e' come da noi, il governo e' una cosa seria. Le condizioni di Air France ponevano l'Italia in una situazione di colonialismo". Berlusconi ha prefigurato per Alitalia una soluzione con Air One partner industriale 'imprescindibile' e dietro 'Banca Intesa, che domani (oggi, ndr) ha un cda e dovrebbe dare il via libera', in modo 'che si parta subito e si risani l'azienda nel giro di un anno per tornare a fare utili subito dopo'. Ha poi aggiunto: 'Ci sono tanti imprenditori disponibili. Non credo che tra i primi dieci gruppi d'Italia c'e' qualcuno che possa fare marcia indietro e non entrare nella partita. C'e' per esempio Ligresti e persone del mondo arabo sono disposte a partecipare con quote di minoranza. E sicuramente potrebbero anche partecipare i miei figli'.
Secca la risposta del governo: se dovessero esserci nuove offerte per l'acquisizione di Alitalia, queste dovranno essere serie e arrivare in tempi brevi. Lo ha detto il premier Romano Prodi al leader del Pdl Silvio Berlusconi, in un colloquio telefonico. Prodi avrebbe spiegato 'tutta la situazione', sottolineando che non c'e' mai stato alcun veto ad altre offerte, ma che la cessione di Alitalia e' sempre stata aperta a tutti i possibili acquirenti. Riguardo la possibilita' di un prestito ponte ad Alitalia, ventilata da Berlusconi per favorire una cordata italiana, Prodi ha spiegato che questa e' vincolata, da parte di Bruxelles, al fatto che un'offerta ulteriore sia davvero concreta.
La Sea non rinuncia al risarcimento
La societa' che gestisce gli scali milanesi non rinuncia al ricorso ad Alitalia: 1,25 miliardi di euro per gli accordi disattesi sullo scalo di Malpensa. "Un abbandono tout court della causa non e' pensabile e immaginabile. Se ci dovesse pervenire, ma allo stato non e' pervenuta, una proposta transattiva, la valuteremo. Siamo persone ragionevoli''. E' quanto dichiarato dal presidente della Sea, Giuseppe Bonomi, al termine del cda della societa'. Bonomi ha anche ribadito che ''l'azione giudiziale promossa contro Alitalia e' un atto dovuto a tutela dell'integrita' dell'azienda, dei lavoratori e degli azionisti''.