MILANO. «Bisogna che questo piano sia accettato o rifiutato, ma adesso e non tra uno o due mesi». Christian Boireau, direttore commerciale di Air France, dice senza mezze parole che i tempi della trattativa con Alitalia non possono essere lunghi. «Noi - aggiunge - proponiamo un futuro positivo a medio termine. Chiediamo ad Alitalia di fare i risanamenti necessari per poterle garantire questo avvenire. Noi sappiamo ciò che possiamo fare».
Il prossimo passo, a parte le discussioni politiche, sarà l'incontro fra il presidente di Air France, Spinetta, l'amministratore delegato di Alitalia, Maurizio Prato e le nove sigle sindacali dell'ex compagnia di bandiera. Si vedranno martedì. Spinetta si dice pronto a riprendere la trattativa. Le organizzazioni dei lavoratori si attendono novità, soprattutto sul piano degli esuberi.
«Ci aspettiamo contenuti nuovi, che vadano a modificare l'offerta di Air France. Altrimenti l'appuntamento di martedì è inutile e potrebbe durare anche un quarto d'ora», dice il segretario delal Filt Cgil, Mauro Rossi.
Parla anche Luigi Angeletti, segretario della Uil. «Auspichiamo che ci sia un'alternativa all'offerta di Air France, perchè migliorerebbe le condizioni di negoziazione».
«La gestione della trattativa è sbagliata - spiega - perchè nessuno ha mai saputo quali fossero le altre offerte. E' stato il governo a dirci che questa è la migliore. Un'offerta che si è rivelata peggiore di quello che ci si aspettava. Metterci davanti al "prendere o lasciare" è inaccettabile».
E, subito dopo, ecco il parere di Uiltrasporti. «Se c'è una condata di imprenditori italiani, venga fuori immediatamente, con un vero piano di risanamento e di rilancio», dice il segretario Marco Veneziani. «A questo punto - continua - Alitalia rischia il commissariamento ed è un'ipotesi sciagurata che non vogliamo neanche prendere in considerazione. Il mondo politico non usi Alitalia per pura propaganda, perchè così si aumentano le preoccupazioni di 20 mila famiglie che vivono il disagio in prima persona». Uiltrasporti, poi, mette sul piatto le proprie richieste: meno esuberi e no alla dismissione del cargo».
Sul cargo, cioè sul trasporto merci, ecco Gianfredo Comazzi, presidente del Comitato Malpensa. «L'annunciata dismissione del cargo è un autentico "colpo gobbo" che non ci aspettavamo, visto che il "piano Prato" dello scorso agosto prevedeva, al contrario, un potenziamento su Malpensa di quel settore, con trasferimento di piloti e aerei». «La dismissione del cargo - continua Comazzi - finirebbe con il mettere a repentaglio la crescita di una filiera come quella della logistica, che nei soli comuni dell'Area Malpensa occupa oltre 13 mila lavoratori».
Infine alcuni dati: nel 2007 l'incremento delle merci movimentate è stato del 16% rispetto al 2006. A Malpensa sono transitate 470 mila tonnellate di merci, pari al 50% del'intero traffico merci via aereo in Italia.(g.f.)