Quando diceva che avrebbe fatto volare il Pescara, non aveva certo in mente di acquisire una quota dell'Alitalia. Ma adesso, e non per motivi calcistici («e neppure elettorali»), Gerardo Soglia ha cominciato a pensare alla compagnia di bandiera, il cui livello di crisi è da tempo su livelli insopportabili: la perdita è stimabile in un milione di euro al giorno. Il Gruppo Soglia ha dato la disponibilità a far parte di una cordata di imprenditori italiani, iniziativa portata avanti da Silvio Berlusconi in contrapposizione alla trattativa con Air France-Klm.
L'amministratore delegato del Gruppo Soglia, Roberto Onesti, attraverso una nota, ha reso noto che «il Gruppo concorda con quanto detto in questi giorni da Silvio Berlusconi sulla necessità di mantenere in Italia la proprietà del vettore aereo nazionale».
«Confermo pienamente», dice Gerardo Soglia. «Per spazzare il campo da qualsiasi strumentalizzazione, sottolineo che non si tratta di un'iniziativa elettorale. Faremo la nostra parte se si riusciranno a sommare le competenze con i capitali. E non importa se saranno del nord, del sud o del centro. L'importante è l'italianità».
Significa che avete un interesse di tipo industriale.
«Proprio così. Il Gruppo Soglia aderisce all'iniziativa perché ha degli interessi diretti. Siamo dell'avviso che senza una compagnia di bandiera non si possa fare turismo ad alti livelli. Parliamo di un settore strategico della nostra economia che ha bisogno di rilancio da parte dei privati. L'italianità va difesa a tutti i costi perché non ci potrà essere sviluppo nel turismo se il vettore nazionale finirà in mani straniere».
L'acquisizione di Alitalia ha visto numerosi tentativi, tutti finiti male, di un imprenditore abruzzese, Carlo Toto dell'AirOne.
«Con lui formeremmo un binomio perfetto. Toto significa aerei e Soglia turismo. Ecco, quando parlavo di interessi imprenditoriali alludevo proprio a questo. In Italia ci sono competenze specifiche di elevato livello e mi sembra assurdo che non vengano create sinergie per l'ottenimento di risultati di interesse nazionale. Converrebbe a tutti far restare nostra l'Alitalia. E le ricadute sarebbero imponenti a livello di sviluppo e occupazione».
AirOne e Soglia: per l'Abruzzo, dato che lei è legato alla regione per via del Pescara Calcio, sarebbe una bella cosa.
«Senza ombra di dubbio. Ritengo che tutti noi dobbiamo augurarci che l'iniziativa vada avanti e, soprattutto, che ottenga l'obiettivo. Da italiano provo fastidio a pensare che i nostri colori vengano sostituiti da altri. Un fastidio acuito dalla certezza che ci sarebbero dei danni materiali».
Lei è candidato alla camera dei deputati con il Pdl nel collegio Campania-due.
«In Italia, a maggior ragione dalle mie parti, il turismo potrebbe essere da traino. Se non avessi questa convinzione, non avrei fatto, insieme agli altri componenti del gruppo, i recenti investimenti nel settore. La Campania non è solo immondizia lungo le strade e nelle piazze. E non è neppure solo criminalità e disoccupazione».
Di recente avete formalizzato in via definitiva, davanti a un notaio, l'acquisizione della storica Compagnia italiana del turismo, meglio conosciuta come Cit.
«E' stato un momento molto importante. Siamo diventati la prima compagnia italiana alberghiera: nessuno ha il nostro numero di alberghi. E vogliamo continuare a crescere. Ci sono i margini. Vorrei ricordare che la Cit e l'Alitalia sono stati legatissimi per decenni. In pratica, la Compagnia si prendeva a carico i turisti dal momento in cui venivano sbarcati in un aeroporto e fino alla loro partenza. Se l'Italia è stata la prima nazione al mondo nel turismo non lo abbiamo dovuto solo a mare, monti, sole e bellezze artistiche, che pure sono importantissime».
La Cit, un carrozzone statale, vi farà sudare.
«Se l'abbiamo acquisita è perché siamo convinti di poterla ristrutturare nel migliore dei modi. Ci sono le carte in regola per creare un polo del turismo in Italia».
Per concludere, ai tifosi del Pescara cosa dice?
«Possono stare tranquilli: non trascurerò la società».