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Data: 22/03/2008
Testata giornalistica: Il Centro
La società Cgrt: basta ritardi. «Lavori fermi da troppo tempo, il Comune decida»

L'AQUILA. «L'intervento del soprintendente Pentrella ci costringe a contravvenire al patto di non belligeranza che ci era stato richiesto e che comunque finora ci eravamo imposti di rispettare». Così esordisce la Cgrt, concessionaria dei lavori della metropolitana, la quale rimarca il fatto «che a un anno dall'insediamento della nuova amministrazione comunale il binario non è potuto progredire neppure di un metro e che sembra, dunque, esaurito il tempo per restare fuori della mischia».
«Venendo al merito della vicenda» sostiene la Cgrt «il dottor Ruggero Pentrella afferma che la magistratura amministrativa avrebbe negato il passaggio della tranvia su via Roma a partire dalla basilica di San Paolo. Ciò non corrisponde al vero. Infatti con sentenza ormai definitiva, il Tar ha annullato ogni parere contrario al passaggio della tranvia su via Roma, più volte ma inutilmente reiterato dal Ministero. Altra cosa è la provvisoria ordinanza (in attesa della discussione sul merito dinanzi al Tar) resa dal Consiglio di Stato con cui sono stati sospesi i soli lavori di rifacimento dei sottoservizi sulla seconda tratta di via Roma. Se ciò è vero, ed è innegabile che sia vero» aggiunge la Cgrt «il problema oggi è passare su via Roma senza eseguire il rifacimento dei sottoservizi o effettuare un veloce cambio di percorso utilizzando quanto sino qui costruito. Di certo non è compito di questa concessionaria stabilire il da farsi, essendo questo esclusivo dovere della amministrazione comunale, come lo sarebbe difendere l'opera, se non altro in ossequio al principio di continuità amministrativa. Ciò che è invece certo è che oggi è lì per terminare il tempo delle attese, concordato al solo scopo di rispettare le prospettive di sviluppo della città ed evitare l'accumularsi di ulteriori danni. Non è più possibile attendere senza che l'ente concedente assuma le determinazioni del caso. Per la Cgrt tre le strade percorribili: «Finire il percorso della tranvia nel suo tracciato originario ma senza rifacimento dei sottoservizi; cambiare velocemente percorso su via Duca degli Abruzzi e sfruttare il nuovo finanziamento promesso (senza poter poi passare sul corso, sul quale penderebbe l'ulteriore vincolo architettonico imposto dalla Soprintendenza); abortire l'opera lasciando indenne il Concessionario perlomeno delle spese sostenute, sin quando tale disponibilità permane. Ogni altra non augurabile soluzione sarebbe utile solo ad aggravare il dissesto economico, presente o delle future amministrazioni, della città».
E la Cgrt conclude il suo intervento auspicando «l'avvio di un dibattito aperto alla politica e alla cittadinanza, per uscire dalle secche imposte dai partiti dei "no" a tutti i costi».

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