VASTO. Nuova stagione di vacanze in arrivo, ma vecchi problemi per i turisti. Sono pochi i convogli in sosta nella stazione Vasto-San Salvo. Nessuna coincidenza da Pescara dalle 21,40 alle 5 del mattino successivo. Insufficienti i treni locali. Come se non bastasse l'informatizzazione del servizio prevede l'eliminazione del personale e l'automatizzazione del servizio di biglietteria.
Gli appelli lanciati dagli amministratori vastesi a Trenitalia sono caduti nel vuoto. I sindaci di Vasto e San Salvo, Luciano Lapenna e Gabriele Marchese, sono su tutte le furie.
«Il Vastese ha la più grande concentrazione di turisti di tutto l'Abruzzo», ricordano i due amministratori. «L'attuale servizio ferroviario è assolutamente insufficiente e inadeguato».
Arrivando a Pescara con gli Intercity delle 22,30 e 23,30 non è possibile prendere una coincidenza per Vasto.
Le carenze non mancano nemmeno di giorno. Il primo treno diretto a Milano parte alle 13,50. «L'Abruzzo non è solo Pescara», protestano i sindaci. Vasto-San Salvo, l'ultimo scalo abruzzese prima del confine molisano è il più penalizzato.
Nella vicina stazione di Termoli fermano due Eurostar. Grazie all'accordo tra Trenitalia e la Regione Molise è aumentato anche il servizio di trasporto regionale. La stazione Vasto-San Salvo resta al palo. Un pò per volta vengono elimitati tutti i servizi. Anche gli agenti della Polfer sono destinati a lasciare la stazione per prendere servizio in commissariato.
Marchese e Lapenna hanno chiesto aiuto al Presidente del Senato, Franco Marini.
«La stazione Vasto-San Salvo è l'unico scalo ferroviario di cui possono disporre una cinquantina di Comuni del Medio e Alto vastese e anche del Basso Molise», sottolinea il vicesindaco di Vasto, Nicola Del Prete, convinto che il benessere economico di un comprensorio dipenda anche dai collegamenti e dai servizi offerti. «Il Vastese ha tutti i numeri per vantare pretese», incalza. Nel 2007 il numero di passeggeri è aumentato del 10% rispetto all'anno precedente e gli introiti per Trenitalia hanno raggiunto i 2 milioni di euro. Gli utenti sono sempre più scoraggiati. Fra pochi giorni non potranno più acquistare il biglietto allo sportello. La meccanizzazione del servizio di biglietteria non ha risparmiato neppure Termoli. «Si tratta di tagli irrazionali», insiste Del Prete. «Tanto per cominciare ogni decisione andrebbe discussa con gli attori del territorio». La bramosia di tagliare teste e spese va sempre e solo a discapito di una categoria, il cittadino-utente.