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Data: 23/03/2008
Testata giornalistica: Il Centro
Privatizzazioni e municipalizzate di Alfonso De Amicis - Cgil L'Aquila

Le pressanti spinte alle liberalizzazioni di matrice europea e di stampo confindustriale hanno condizionato le scelte dei governi che si sono succeduti negli ultimi quindici anni.
Si sono così avviati giganteschi processi di ristrutturazione e privatizzazioni dei servizi di pubblica utilità di carattere nazionale e ancora parzialmente incompiuti ma dagli esiti fallimentari per i cittadini del nostro paese. I disastri del mercato e delle privatizzazioni erano stati ampiamente dimostrati. Il governo precedente ha avviato con decisione la capitalizzazione e privatizzazione dei servizi pubblici locali, disciplinandoli in modo sempre più restrittivo.
La gestione dei servizi viene demandata a società in «house» («bruttissima espressione»). Un modo sempre più limitato di intendere i pubblici servizi. Gli esiti di questi processi sono sotto gli occhi di tutti. Abbiamo una accresciuta presenza di capitale privato nel settore dei servizi di interesse generale, contribuendo alla realizzazione di oligopoli privati e di cartelli economici. Esso ha comportato un rilevante aumento delle tariffe, con conseguente innalzamento della soglia di accesso ai servizi, contraddicendo il principio della universalità delle prestazioni. Nel contempo abbiamo un livello qualitativo dei servizi peggiorato, diminuito il livello di trasparenza e di controllo sulle decisioni. La vicenda dell'Asm dell'Aquila e delle altre municipalizzate si inserisce perfettamente in questo ulteriore processo di destrutturazione dei beni comuni. Le municipalizzate del capoluogo di regione hanno subìto una specie di privatizzazione al contrario. Esse sono state occupate dai partiti, dalla «politica politicante», con il risultato di tagliare loro qualsiasi futuro ed aumentare a dismisura i loro debiti, fino alla bancarotta. Gli ultimi atti amministrativi della passata gestione della società multiservizi Asm sono «illuminanti» in tal senso. Essi hanno compiuto operazioni immobiliari «abbandonando» qualsiasi progetto industriale che potesse rilanciare l'azienda, e rovesciando le rovine da essi create sulle spalle dei lavoratori. L'alto deficit accumulato non può essere sanato attraverso la compressione del costo del lavoro perchè ripercorre una strategia dominante perdente: avremmo piccoli risparmi, e aggiungo imporremmo il salasso sempre sulle spalle dei lavoratori, così essi ne uscirebbero sconfitti sul piano materiale e democratico. Si vuole forse imporre l'idea che nulla è modificabile e che quindi gli errori commessi da un potere politico sordo, sono derubricabili. I lavoratori dell'Asm come delle altre Municipalizzate, non accettano e non meritano tali risposte. Credo che vada rovesciato il metodo con cui si è affrontato il groviglio delle Municipalizzate e che i costi vadano fatti pagare ai responsabili. Pur con tutte le difficoltà dovute ad una normativa rigida e mercantilistica, è possibile bloccare la privatizzazione dei servizi pubblici locali. Recentemente il 27 gennaio 2008 i cittadini di Lipsia hanno bloccato la vendita ai privati di acqua, rifiuti, trasporti, sanità. Essi ci indicano la percorribilità di un'altra strada.

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