Da tempo accanto al leader Pd, ma ora suo nipote è in lista con il Pdl. E poi c'è il caso Alitalia
PESCARA - Da imprenditore prediletto dal sindaco di Pescara e leader abruzzese del Partito democratico, Luciano D'Alfonso, a imprenditore prediletto da Silvio Berlusconi per il tentativo di scalata ad Alitalia. Parliamo, naturalmente, di Carlo Toto, ancora una volta al centro dell'attenzione nazionale: imprenditore attivo nel campo delle opere pubbliche e, a capo della sua AirOne, ancora in pista per l'acquisizione di Alitalia, la compagnia aerea di bandiera ad un passo dall'essere inglobata dal gruppo che fa capo ad Air France, ma sulla quale Berlusconi ha scatenato un'offensiva fino a farne il tema conduttore della sua campagna elettorale.
Toto, da sempre impegnato nel campo delle costruzioni stradali, guida Strada dei Parchi che gestisce l'autostrada tra Roma e l'Abruzzo, ed è in lizza per la realizzazione di una delle più grosse opere pubbliche abruzzesi, la costruzione e gestione dei parcheggi sull'area di risulta dell'ex-stazione ferroviaria centrale di Pescara. Un'operazione che, al momento, sembra congelata a colpi di ricorsi al Tar da parte dell'opposizione di centrodestra a D'Alfonso. Proprio quel centrodestra che ora schiera, nella lista Pdl alla Camera, il nipote di Carlo, Daniele Toto, che fu anche ex-assessore nella Giunta guidata da Carlo Pace, Forza Italia, il predecessore di D'Alfonso al comando del Comune pescarese. Alla luce degli orientamenti di Daniele è sembrata strana, ai più, la grande sintonia dello zio Carlo con D'Alfonso, l'uomo-immagine del centrosinistra abruzzese.
Ma contro Carlo Toto e AirOne, in gara per acquisire Alitalia in partnership con Banca Intesa, si è poi messo proprio il centrosinistra al governo con Prodi, che ha optato per l'offerta di Air France, contro la quale, in piena campagna elettorale, sono insorti Berlusconi e Lega Nord che puntano a salvare il ruolo-guida dello scalo milanese di Malpensa, e vogliono difendere l'onore lombardo con l'imprenditore di Chieti a capo di una cordata che comprenderebbe anche il patron del Pescara, Gerardo Soglia, anche lui in competizione per il Parlamento nelle liste berlusconiane.
E allora: le simpatie politiche di Carlo Toto? Chissà. Toto ha contribuito, come noto, alle campagne elettorali sia dei partiti del centrodestra che di quelli del centrosinistra, in perfetto stile bipartisan. E allora la verità è la solita: i soldi non hanno colore politico e gli imprenditori puntano solo a fare business, il resto sono chiacchiere.