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Data: 25/03/2008
Testata giornalistica: Il Centro
«Sì alla cordata italiana, ma dov'è?» Prodi chiede proposte serie, poi va all'attacco dei sindacati

Fino ad ora non si è visto nessuno, e poi non bastano i soldi per comprare, ci vogliono manager e piani industriali

MILANO. Ora su Alitalia scoppia la rissa. Parlano tutti. La Cisl contro Prodi («Il governo è incongruente») e Prodi contro la Cisl («Lufthansa si è ritirata dopo un incontro con i sindacati»), il ministro Bianchi (Trasporti) contro Padoa-Schioppa (Economia). Il partito di Berlusconi è aiutato dalla sinistra radicale mentre un altro ministro (Bonino) smentisce il suo collega Bianchi sull'effettiva disponibilità di cassa di Alitalia. Chi, invece, dovrebbe parlare, sono gli imprenditori che Berlusconi avrebbe convinto a partecipare alla famosa cordata. Ci sono? Se ci sono vengono invitati a "battere un colpo". Invece tacciono. Con il passare delle ore la situazione si complica e la campagna elettorale non aiuta a fare chiarezza.
Ieri si è fatto sentire Romano Prodi, presidente del consiglio in carica. Ai microfoni di Sky dice: «Una cordata di imprenditori italiani per Alitalia? Va bene: ma finora non si è visto nulla. Una proposta deve essere seria, concreta, con delle risorse, delle persone, un piano industriale. Di tutto questo, finora, non c'è traccia». «Il problema - riattacca il professore - non è il denaro per acquistare la compagnia, ma le risorse manageriali necessarie per la ristrutturazione. Chi è già nel settore, visto che è una compagnia aerea, ha più capacità e possibilità di avere successo, di spendere meno e di far fare meno sacrifici ai lavoratori». Quindi il presidente uscente fa un esempio: «Quando si è presentato il fondo americano Tpg, che è il più grande ristrutturatore di linee aeree del mondo, aveva posto come condizione la partecipazione di uomini d'affari italiani. Poi si sono ritirati perchè non hanno trovato nessuno». Infine l'ultimo, inutile, appello: «Non vogliamo che quello su Alitalia diventi un discorso di speculazione politica». Parole al vento perchè, a tre settimane dal voto, Alitalia è al centro di tutti i discorsi.
Aveva cominciato, il giorno di Pasqua, il ministro dei Trasporti, Bianchi (ora candidato per Rifondazione comunista), dicendo che la compagnia ha soldi in cassa per tutto il 2008. Parole di senso opposto a quelle pronunciate da Padoa-Schioppa: «C'è liquidità ancora per poche settimane». In soccorso al ministro dell'Economia, ecco Emma Bonino: «Basta guardare sul sito internet di Alitalia. A gennaio aveva 282 milioni, a marzo gli rimangono poco più di 100 milioni. A questo punto il bluff deve finire: o questa cordata italiana c'è, o non c'è. Se c'è deve proporre un'offerta che sia migliore di quella di Air France. Il governo in questi mesi non è stato con le mani in mano, si è mosso per cercare acquirenti».
Pochi minuti e arriva la risposta di Bianchi, che adesso se la prende con Berlusconi: «La sua uscita sulla cordata italiana è una trovata elettorale. Ora non c'è più né tempo né modo di avere altre compagnie. Avrebbe dovuto muoversi l'anno scorso. Ora sul tappeto c'è solo l'offerta di Air One-Banca Intesa che bisogna far diventare vincolante nei tempi più brevi possibili. La scadenza del 31 marzo non è comunque perentoria».
Scendono in campo anche i verdi. «Ci sono responsabilità del centro-destra e del centro-sinistra - dice il capogruppo Bonelli - e adesso su Alitalia si rischia la debacle occupazionale. Air France prevede un numero inaccettabile di esuberi». Bertinotti crede ancora al Cavaliere: «Il progetto di Berlusconi va discusso». Calderoli (Lega) si chiede: «Chi mente fra Bianchi e Padoa-Schioppa? Il governo venga a riferire in aula». Cicchitto (Forza Italia) spiega che un governo in ordinaria amministrazione «non può svendere Alitalia con un colpo di mano» mentre Donadi (Italia dei valori) invita gli imprenditori a farsi avanti. «Se non ci sono - afferma - vorrà dire che Berlusconi ha creato turbativa ai mercati e turbativa alla campagna elettorale, strumentalizzando Alitalia sulla pelle dei lavoratori».

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