(ANSA) - PESCARA - L'elaborazione del Prit (Piano Regionale Integrato dei Trasporti) e' talmente ''complessa e lunga'' da far smarrire il senso delle priorita' e dei cambiamenti che si vogliono effettivamente realizzare: lo sostiene la Uil Abruzzo sottolineando che ''un ulteriore elemento di indeterminatezza riguarda le risorse disponibili''. La conseguenza di questa situazione, sostiene il sindacato in una nota, e' ''una programmazione molto analitica, la cui incidenza sulla realta' e' poco apprezzabile''. Intanto, secondo la Uil, incombono scadenze che chiedono alle parti sociali di esprimere valutazioni piu' sintetiche, per esempio per il Qsn (Quadro Strategico Nazionale) per i fondi strutturali 2007-2013. ''L'ultima riunione tra le confederazioni e l'Assessore Ginoble - sostiene il sindacato - ha avuto di buono che finalmente si e' convenuto sulla necessita' di enucleare dal mare di dati e progetti della programmazione settoriale le scelte strategiche sui diversi aspetti infrastrutturali, dai porti alla ferrovia, dall'intermodalita' all'aeroporto. La concertazione su questo punto si avviera' con la presentazione entro fine mese da parte dell'Assessorato di un documento, cui seguira' entro quindici giorni la convocazione del tavolo di confronto''. Le confederazioni, prosegue la nota della Uil, hanno chiesto la disponibilita' dei tecnici dell'Assessorato per approfondimenti in preparazione del confronto. Indicare le priorita' significhera' aver fatto un pezzo del cammino, per farlo tutto bisognera' reperire le risorse per realizzare gli interventi. ''A nostro giudizio - si afferma nella nota - il grosso delle risorse pubbliche dovra' venire da una nuova Intesa Istituzionale di Programma, di cui le infrastrutture di trasporto dovranno essere il cuore. Si tratta di specificare quale e' il capitolo abruzzese del Documento dei Presidenti delle Regioni del Mezzogiorno del 2 febbraio 2006, che individua in 40.500 meuro le risorse per realizzare la prima fase di adeguamento delle infrastrutture nel Mezzogiorno. Bisogna cominciare a parlarne, perche' altrimenti l'adeguamento dei collegamenti tra l'Abruzzo, il resto del Paese e l'Europa Sud-Orientale rimangono visioni senza diventare politiche''