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Pescara, 06/05/2026
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27/03/2008
Il Messaggero
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Masci prende il bus, un pieno di problemi. Orari, quartieri dimenticati, ma anche divisioni a destra: la gente detta l'agenda al candidato Udc. |
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«Salve signora, sono Carlo Masci, le lascio il mio programma e il mio numero di cellulare«. «Ah sì, la conosco - spiega la signora -: la guardo sempre in tivù, è bello e simpatico, mi piace come parla, ma non mi piace il suo partito». «Ci ripensi», è il consiglio che le arriva da una signora seduta accanto. «Io stavo discretamente - dice un distinto signore - e ora comincio a stare male. La pensione non mi basta più». aAnche lei è pensionato? - chiede una signora -. Purtroppo anch'io ho lo stesso problema. Fate qualcosa per noi, nuovi poveri», dicono entrambi a Masci, che risponde: «Ci proveremo, perché la politica oggi deve porsi davvero il problema delle persone». Succede tutto sull'autobus, linea 38, diretto verso la stazione. E' lì ma non solo che il leader dell'Udc, candidato a sindaco di Pescara, ieri ha inaugurato la sua serie di comizi itineranti. Troppo scontata la piazza meglio salire sui bus urbani a stretto contatto con la gente. «Perché vai con l'autobus?», gli chiede una signora seduta alla fermata del 38. «Sto vedendo anche come funziona il servizio», risponde il candidato sindaco, che evidentemente in tanti anni di governo e di opposizione non aveva mai avuto curiosità al riguardo. Poi da lì Masci entra nella farmacia di corso Vittorio Emanuele, lascia volantini e santini. Due minuti, tempo di attraversare la strada e stringere mani, e risale sull'autobus: direzione Colli. Tutti accettano i volantini col suo programma e c'è pure chi nel vederlo ne approfitta per criticare gli altri candidati. «D'Alfonso s'è candidato per far vincere il partito - spiega convinto un cittadino - ma non per fare il sindaco perché tra due anni andrà alla Regione. Ma il vostro problema non è lui, bensì Mascia: non potevate unirvi?». Masci fa spallucce, poi saluta i passeggeri e scende dall'autobus. Sulla linea 4 cominciano le chiacchiere con le signore strette tra le buste della spesa. «La corsa numero 4 - si lamenta un'anziana - è sempre in ritardo. Aspettare che passi l'autobus, d'inverno quando piove e fa freddo, è un trauma». Un'altra signora dà uno sguardo al volantino-programma di Masci e ne approfitta per parlare dei problemi del suo quartiere: «Abito a Colle di Mezzo ed è pieno di topi, e d'estate di zanzare». Un'altra signora s'intromette: «Ai Colli Innamorati, dove c'è la fermata dell'autobus, è impossibile arrivarci senza passare tra rovi ed erbacce». Masci accompagnato da alcuni collaboratori fa segnare su un'agenda il problema. D'Alfonso docet. «Complimenti - fa un signore -, è un bel modo di fare propaganda elettorale». Poi una volta ai Colli, Masci entra dal parrucchiere, dal macellaio, nel bar del Santuario, in un negozio d'abbigliamento, lascia santini. S'intrufola in un gruppetto di signori che parlano di politica, tra loro c'è Alfonso Profico, fratello di Silvestro candidato a sindaco per la Sinistra Arcobaleno. L'incontro è cordiale. Una signora lo punzecchia: «Adesso lei è di Casini, non è più di Berlusconi?», e Masci: «Avrei potuto scegliere posizioni più agiate, ma preferisco lottare ciò in cui credo davvero». Grato di tnta fedeltà. il leader nazionale dell'Udc Casini stasera alle 21 sarà al teatro Flaiano per sostenere il suo pupillo pescarese.
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