Iscriviti OnLine
 

Pescara, 06/05/2026
Visitatore n. 753.715



Data: 28/03/2008
Testata giornalistica: Il Centro
La tentazione del voto disgiunto Il Cavaliere lo propone contro l'Udc, il Pd contro il Pdl E sul mancato duello in tv tra i due leader è battaglia

ROMA. Basta fair play. La data del voto si avvicina, l'incubo del pareggio al Senato comincia a prendere corpo e i leader dei principali partiti incrociano le spade. Ad aprire le danze è Silvio Berlusconi che continua a negarsi ad un confronto in Tv con il candidato premier del Pd e a proposito della cancellazione della puntata di Porta a Porta che sarebbe dovuta andare in onda ieri sera, parla di una «Rai in mano alla sinistra» e di un «atto di violenza inaccettabile di Veltroni». Poi, parte la prima bordata. «Il Pd? E' la mimetizzazione del vecchio partito comunista italiano» dice il Cavaliere, che teme il testa a testa a palazzo Madama, agita il fantasma dei «brogli» e agli elettori del centrodestra propone una versione «ragionata» del voto utile. L'importante è impedire all'Udc di superare la soglia dell'8% al Senato.
«Bisogna concentrare il voto e non disperderlo, un elettore di centrodestra deve votare il Pdl per consentirgli di ottenere una solida maggioranza. E poi, a uno che gli piace Casini magari perché è un "bel fiyeu", allora lo voti alla Camera e non al Senato» spiega Berlusconi, che salva la «legge porcata» ideata da Calderoli. Ragion per cui «se si pensa di votare tutta questa arlecchinata di partiti allora sarà colpa dei cittadini e in Parlamento non ci saranno maggioranze solide».
La richiesta del voto disgiunto, che viene definito una «bufala» da Pier Ferdinado Casini, è comunque trasversale. A proporlo è infatti anche il Pd, con un articolo pubblicato ieri su Europa. Partendo dal presupposto che il «porcellum» è stato progettato su misura degli interessi di una parte politica, il quotidiano della ex Margherita spiega che l'attuale sistema di voto diventa «schizofrenico» se a sfidarsi sono più di due partiti. «Nelle regioni in cui la vittoria o la sconfitta del Pd al Senato sono certe, e uno dei due contendenti sia vicino all'8%, qualcuno potrebbe decidere di votare disgiunto per la sinistra o per l'Udc. In questo modo» precisa Europa «si potrebbe togliere qualche senatore al Pdl».
Ma ieri a dominare la scena politica è stato ancora il caso Porta a Porta e il duello mancato tra i leader dei due principali partiti. Il segretario del Pd chiede al Cavaliere di non scappare e lui risponde secco: «Chi scappa? C'è una legge che va rispettata e se facessi il confronto televisivo con Veltroni, dovrei farlo con gli altri 12 candidati». Poi, beffardo, aggiunge: «Veltroni è stanco e lo capisco. A furia di andare sul pullman con tutte quelle correnti d'aria... Bisogna capirlo, povero ragazzo. D'altra parte è un pensionato...». A rincarare la dose ci pensa Paolo Bonaiuti, che accusa i dirigenti della Rai di «genuflettersi» davanti alle richieste di Veltroni. Al coro degli indignati sia aggiunge anche Ignazio La Russa (An) per il quale il faccia a faccia in Tv tra i due candidati premier ci sarà solo quando sarà cancellata la «legge ignobile» della par condicio. Nell'attesa di capire se il duello si farà, Veltroni ricorda che le accuse alla «sinistra stalinista» Berlusconi le ripete dal 1994 e attacca il Cavaliere sul suo lato debole: «L'età di Berlusconi, che si candida per la quinta volta, è fuori dalla media dei politici Ue. In Europa, i presidenti del consiglio hanno più o meno la mia età. L'innovazione richiede energia e forza».

www.filtabruzzo.it ~ cgil@filtabruzzo.it