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Data: 28/03/2008
Testata giornalistica: Il Centro
Berlusconi fa i nomi, piovono smentite. Benetton, Eni e Mediobanca: non siamo interessati No comment di Ligresti Ma Mediaset si muove

«Solo indiscrezioni giornalistiche» spiega. Veltroni: non è un gioco

ROMA. Attenti perché orientarsi oggi non è facile. L'argomento è chiaro: Alitalia. Meno chiaro è quello che si agita intorno alla vendita della compagnia aerea e alla cordata italiana invocata da Silvio Berlusconi. Dice il candidato premier del Pdl: «Inutile che gli altri ci scherzino su, la cordata italiana esiste, eccome. I nomi sono diversi: da Ligresti a Benetton. Poi naturalmente c'è Mediobanca, ce ne sono tanti altri, come Eni, che ha tante risorse». Eni, Benetton, Ligresti e Mediobanca.
In Borsa succede un terremoto, il titolo schizza in alto (alla fine guadagna il 10%). Passano poche ore e arrivano le smentite di tre degli interessati (Benetton, Eni e Mediobanca), mentre uno, Ligresti, non commenta. Ancora un po' di tempo e smentisce Berlusconi: «Non bisogna confondere la realtà con le indiscrezioni giornalistiche». Walter Veltroni ironizza: «Quale smentita fa? A che numero siamo?». E Berlusconi: «Io di nomi non ne ho fatti».
Da Palazzo Chigi arriva una presa di distanza: «Non commentiamo affermazioni giornalistiche, ci possono essere valutazioni solo su ipotesi concrete». Poi su Eni, società partecipata dal Tesoro: «Non risultano comunicazioni dell'Eni al governo circa un suo possibile ingresso nella cordata». Qualcuno prova a strappare una dichiarazione al presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano: «Io su questa questione non dico niente».
Devono passare delle ore perché alla fine qualcosa di più chiaro venga fuori: Silvio Berlusconi ha dato mandato a Bruno Ermolli, presidente di Sinergetica e consigliere di amministrazione di Mediaset e Fininvest, di contattare degli imprenditori. «Non basteranno pochi giorni e, soprattutto, nel pieno rispetto della normativa, dovrà esaurirsi la trattativa con Air France», dice Ermolli.
Nel frattempo Berlusconi ha dichiarato a raffica: «In campagna elettorale si deve parlare solo di quello che fa comodo ai comunisti?»; «Il fatto di avere aperto una trattativa con un solo soggetto, Air France, in costanza della permanenza in Borsa di Alitalia, è qualcosa di imperdonabile»; «Infatti esistono delle fluttuazioni anche a causa di indiscrezioni giornalistiche che fanno cambiare il valore delle azioni e questo è inaccettabile».
Dato che l'ultima indiscrezione giornalistica porta una sua frase fra virgolette, c'è chi gli chiede se non si senta coinvolto: «Mi accusano di insider trading, ma io non ho mai avuto un'azione di Alitalia», risponde. Ecco. Umberto Bossi, leader della Lega, vorrebbe aiutare Berlusconi: «Spero riesca a convincere gli imprenditori, che sarebbe un miracolo che solo lui può fare. Gli imprenditori, infatti, quando c'è da guadagnare vengono, se però c'è da perdere tagliano la corda».
«Ci sarebbe da sorridere - dice Walter Veltroni - ma non si può sorridere perché c'è in gioco il destino di migliaia di lavoratori coinvolti. Non si possono inventare battute, e pensate che difficoltà si può creare con la turbativa di certe affermazioni».
A seguire gli altri. «Presenteremo una denuncia alla Procura della Repubblica per scoprire se ci sono estremi di reato nelle parole di Berlusconi», annuncia Di Pietro. «Di bufale se ne sparano tante, vedi anche su Alitalia», dice Casini. «La cordata si faccia avanti o è una sceneggiata», commenta Boselli, socialisti. «Non mi sembra ci siano novità o risultati positivi», dice Bertinotti.

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