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Data: 29/03/2008
Testata giornalistica: Il Centro
Scalo merci, stop scongiurato. Trenitalia ci ripensa e cambia i servizi alle aziende

TRASPORTI Nel piano rientra Torino di Sangro

VASTO. Scongiurata la chiusura dello scalo merci della stazione Vasto-San Salvo. Le Ferrovie dello Stato ci ripensano e per contenere i costi, anziché ricorrere alla soppressione della struttura optano per una nuova impostazione del servizio. La stazione di contrada San Tommaso diventa uno scalo di arrivo e partenza di convogli ferroviari "completi". La notizia è stata confermata ai lavoratori che operano nello scalo e alle industrie del Vastese dal senatore Giovanni Legnini (Pd).
«L'iniziativa fa parte di un processo di razionalizzazione che riguarda tutta l'Italia», sostiene il presidente del consorzio industriale, Fabio Giangiacomo (Pd). Trenitalia ha impostato diversamente i servizi di collegamento e distribuzione delle merci per cercare di ridurre i costi di esercizio. In Abruzzo ha progettato un "reticolo" di scali ferroviari da cui dovrebbero partire e arrivare treni con più vagoni (i treni completi).
«Il nuovo piano di Trenitalia prevede la concentrazione dei singoli carri merci in due scali principali: Fossacesia- torino di Sangro e Pescara Porta Nuova», spiega il presidente del Coasiv. In queste due stazioni si formeranno, partiranno e arriveranno treni "multiclienti". Le merci saranno smistate e distribuite negli scali più piccoli attraverso un servizio terminal a pagamento.
Torino di Sangro sarà collegata soprattutto con l'estero per l'arrivo e l'invio di terminal carichi di furgoni Sevel. A Pescara Porta Nuova si concentrerà il traffico "diffuso" proveniente o diretto dalle stazioni abruzzesi, comprese Porto di Vasto e Vasto-San Salvo. Nella stazione Porto di Vasto lavoreranno Puccioni e Sider Vasto; Pikington, Flovetro e Bergia Legnami potranno continuare a utilizzare Vasto-San Salvo.
«Le imprese che hanno grossi movimenti di merce e che riescono a formare un treno completo potranno scaricare e spedire colli da Vasto; le ditte che hanno invece traffici più limitati dovranno caricare i singoli vagoni a Pescara pagando un costo aggiuntivo di "terminalizzazione"», sottolinea Giangiacomo. Motivo questo che ha già spinto molte aziende a passare al trasporto su gomma.

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