L'AQUILA. Via libera al risanamento del deficit della sanità. Lo ha dato ieri il Consiglio regionale con il varo di misure concrete che dovrebbero salvare i bilanci delle Asl ed evitare l'aumento forzoso di Irap e Irpef imposto dal Governo nazionale per lo sforamento di 197 milioni di euro della spesa nel 2005. Il Consiglio, ieri ha discusso per cinque ore le proposte della giunta.
La prima questione è stata come «raffreddare» i vertiginosi tassi di ospedalizzazione che in Abruzzo superano di un punto lo standard nazionale che è di 4,5 posti letto per mille abitanti. La prima azione di risanamento ha incassato un sì più largo dei numeri della maggioranza. Sia pure richiamandosi al senso di responsabilità per la gravità della problematica, hanno votato a favore i parti di opposizione di Forza Italia e Gruppo Misto. Nella maggioranza di centrosinistra Rifondazione comunista, pur licenziando il Pdl, ha espresso perplessità. La prima azione prevede verifiche sull'appropriatezza dei ricoveri con controlli ispettivi su pubblico e privato e una nuova regolamentazione di day hospital, day surgery e day service come strumenti alternativi al ricovero.
Secondo una stima il risparmio è tra i 70 e i 100 milioni di euro. Sono circa 1000 i posti letto da tagliare per raggiungere la quota di 4,5 posti letto per mille abitanti. Attualmente in Abruzzo sono 5850 i posti letto.
Nel provvedimento si annuncia che la rete ospedaliera sarà riordinata entro sei mesi dall'entrata in vigore della legge. L'assessore regionale alla sanità Bernardo Mazzocca ha sottolineato «che si tratta di un primo importante passo che apre la strada all'opera di risanamento del deficit sanitario della regione. La Giunta e il Consiglio si trovano a gestire una fase delicata della sanità regionale». Positivo il commento del consigliere e segretaria regionale dei Ds Stefania Misticoni, «l'approvazione delle misure sulla sanità è un fatto assai rilevante ed è una prova di grande consapevolezza e responsabilità della maggioranza. L'Abruzzo ha finalmente strumenti legislativi propedeutici alla riorganizzazione e alla razionalizzazione dell'intero servizio sanitario regionale, dunque sia dei servizi pubblici che privati. Applicare queste norme significa instaurare un sistema di regole mai avute e predisporci adeguatamente alla rideterminazione della rete ospedaliera. Il principio a cui ci si ispira è di erogare in modo diverso, razionale e qualitativamente più elevato gli stessi servizi».
Per il capogruppo di Rifondazione, Daniela Santroni, «pur comprendendo il difficile ruolo dell'assessore che oggi eredita una situazione drammatica, il provvedimento è parziale e insufficiente perché non vengono affrontare questioni chiave di una riduzione da ?sinistra' della spesa sanitaria regionale».
Anche per il capogruppo dello Sdi, Camillo Cesarone, è un provvedimento indispensabile. L'ex assessore regionale alla sanità Vito Domenici, consigliere regionale del gruppo Misto, per il quale il deficit ammonta a 628 milioni di euro, ha sottolineato che è un documento di buone intenzioni, tardivo ed inefficace rispetto all'automatico aumento della tassazione. «Il senso di responsabilità e la consapevolezza della gravità del problema», ha sottolineato Domenici, «mi hanno fatto assumere una posizione di condivisione della buone intenzioni, salvo verifica della reale e tempestiva applicazione». Anche il capogruppo di Fi, Nazario Pagano, ha parlato di senso di responsabilità nei confronti dei cittadini abruzzesi.