Anche l'arresto e pesanti multe per chi non si mette in regola
DALL'ARRESTO per i datori di lavoro non in regola alle maxi sanzioni in caso di incidenti gravi, ai rapprentanti della sicurezza: sono alcune delle novità del decreto attuativo sulla sicurezza sul lavoro varato ieri dal Consiglio dei ministri. Un testo unico di poco più di 300 articoli volto a tutelare per la prima volta tutti i lavoratori: dipendenti, autonomi ed equiparati, a domicilio e a distanza, a progetto e interinali. «Ce l'abbiamo fatta - ha dichiarato il ministro del Lavoro Cesare Damiano -. Oggi l'Italia ha una legislazione tra le più avanzate in Europa». Il ministro della Salute Livia Turco ha poi sottolineato il «cambiamento di mentalità» che punta «sull'assunzione di responsabilità piuttosto che sulla punizione o proibizione». Per i sindacati è «un passo avanti» e plauso arriva anche dai presidenti di Camera e Senato: «E' una questione - ha detto Marini - di civiltà». Ecco cosa prevede.
Le sanzioni.. Arresto da quattro a otto mesi o ammenda da 5.000 a 15.000 euro per il datore di lavoro che non ottempera ai suoi obblighi che vanno dalla valutazione dei rischi alla designazione del responsabile prevenzione. Ammenda o, nei casi più gravi, arresto anche per il medico dell'impresa e per progettisti, fabbricanti, fornitori e installatori i cui impianti non risultino a norma. I responsabili delle aziende dove si svolgono attività particolarmente pericolose, che non redigano il documento di valutazione del rischio, sono puniti con l'arresto da 6 mesi a un anno. In caso di colpa in un incidente grave con feriti o morti, si rischiano multe fino a 1.500.000 euro, la sospensione dell'attività e l'interdizione alla collaborazione con le Pubbliche amministrazioni, alle partecipazioni ai pubblici appalti e gare d'asta, oltre alle imputazioni penali. Gli ispettori possono disporre, in caso di violazioni gravi e in presenza del 20% di lavoratori in nero, la sospensione dell'attività imprenditoriale. Il committente di appalti e sub appalti risponde di tutti gli incidenti che avvengono nei diversi cantieri. Vietato il massimo ribasso nelle gare di appalto della pubblica amministrazione.
La prevenzione. Le misure di prevenzione prevedono la valutazione ed eliminazione di tutti i rischi per la salute e la sicurezza i cui costi non devono mai ricadere sui lavoratori. Le imprese avranno tre mesi in più per mettersi in regola. Il datore di lavoro dovrà valutare i rischi ed elaborare un documento sia in caso di normali attività che in caso di appalto e subappalto. Sarà anche suo compito designare il responsabile del servizio di prevenzione e nominare il medico competente. Gli spetta poi individuare i lavoratori incaricati al servizio di emergenza e prevenzione incendi, di salvataggio e primo soccorso, ai quali devono essere forniti i dispositivi di protezione individuale. Il datore è anche responsabile dell'osservanza da parte dei lavoratori di tutte le misure previste dalle norme. Per finanziare le attività di prevenzione verranno utilizzati i proventi delle sanzioni comminate alle imprese fuori legge.
La sorveglianza . Viene istituito un libretto sanitario e di rischio personale per ogni lavoratore che lo seguirà per l'intera vita lavorativa, anche quando cambierà lavoro o mansione. Nascono poi i Rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza: vengono eletti in tutte le aziende a prescindere dal numero dei dipendenti delle stesse; accedono a tutti i luoghi di lavoro e vengono consultati nella redazione del documento di valutazione dei rischi.
Sindacati soddisfatti. «Siamo soddisfatti - ha detto il segretario generale della Cgil, Guglielmo Epifani - per un documento fortemente voluto dai sindacati, mentre le imprese lo hanno ingiustamente criticato». E anche per l'Anmil (Associazione nazionale mutilati e invalidi del lavoro) «si conclude con un'ottima notizia questa breve legislatura».