«Il sindacato ha perso l'ennesima occasione per stare in silenzio. Dopo aver appreso con sgomento e costernazione del tragico decesso sul lavoro, interveniamo perché si è consumato l'ennesimo atto di puro sciacallaggio da parte del segretario provinciale della Fillea-Cgil che per miserevoli interessi di parte ha strumentalizzato un fatto dolorosissimo perché ha attribuito immediatamente l'infortunio al cantiere edile, che edile non è, ed ha emesso la sentenza inappellabile di condanna verso il datore di lavoro». L'Ance provinciale di Teramo, in una nota, attacca la Cgil che, dopo l'ennesima morte bianca per l'incidente capitato all'operaio rumeno nel capannone in smantellamento in via Gammarana (episodio sul quale è stata subito avviata un'inchiesta), aveva sollecitato una maggiore vigilanza sia preventiva che repressiva» nei cantieri. «Questi atteggiamenti- insiste l'Ance- ci allontanano sempre di più da una controparte corporativa ed inaffidabile, che opera solo per tutelare i molti privilegi della propria casta e per la quale il "padrone" si identifica con lo speculatore alla ricerca del profitto ad ogni costo e privo di scrupoli. Invece di invocare sanzioni sempre più aspre ed un ispettore per ogni lavoratore in attività, invitiamo le organizzazioni sindacali ad operare per il funzionamento dell'ente paritetico Efse (scuola edile e ctp), da loro cogestito con l'Ance, ma finanziato solo dalle imprese, che dovrebbe occuparsi di sicurezza e di formazione, ma le cui attività sono sospese per gli ostacoli faziosi frapposti dallo stesso sindacato».