Il sottosegretario Letta in «esplorazione» da Air France. Si fa sempre più concreta l'ipotesi del fallimento
ROMA.Siamo agli sgoccioli. Air France se ne è andata, in cassa restano pochi euro e il fallimento di Alitalia non è un'ipotesi tanto lontana. Ieri Cda di Alitalia, preso atto delle dimissioni di Maurizio Prato, ha nominato presidente della società Aristide Police, 40 anni. L'azienda ha convocato per oggi i sindacati «per aggiornamenti e valutazioni sulla situazione aziendale». L'incontro si terrà oggi. Però non c'è una convocazione dei sindacati da parte del governo (che di Alitalia è socio di maggioranza). Il portavoce di Prodi, Sircana, ha spiegato che, al momento, non sono previsti incontri fra Palazzo Chigi e le nove sigle sindacali che rappresentano i lavoratori. Questo non vuol dire che l'esecutivo non si stia occupando del caso. Prodi ha messo al lavoro il sottosegretario alla presidenza, Enrico Letta, che cerca di ricucire lo strappo con Air France.
Al momento, infatti, non ci sono altre strade e la cordata promessa da Berlusconi, se mai esiste, non si è ancora fatta vedere. Dunque Enrico Letta ieri si è messo al telefono e, in modo informale, ha chiamato sindacati e Air France. L'obiettivo è quello di far tornare le due parti allo stesso tavolo della trattativa. «Non trascuriamo nessuna possibilità di riavviare il confronto e tentiamo, fino in fondo, di riprendere la trattativa», spiega Prodi. Che poi avverte di non essere entrato nei dettagli tecnici. Per "dettagli tecnici" si intende il ruolo che i sindacati avrebbero voluto affidare a Fintecna (una società pubblica) nel futuro riassetto di Alitalia. Fintecna è proprietaria di Az Servizi (la società che cura la manutenzione a terra) e i sindacati avrebbero voluto che fosse coinvolta nella nuova proprietà. Ma i francesi non la vogliono perchè finora Finteca ha portato perdite ad Alitalia. Altro scoglio sono stati gli esuberi, legati al numero di aerei. Meno aerei si eliminano, meno esuberi ci sono. I sindacati chiedono una riduzione dei tagli mentre Air France è disponibile a trattare sui numeri, ma non sui tempi e sulle modalità di uscita dei piloti.
Ieri in Borsa il titolo Air France è salito del 2,43%. Il titolo Alitalia è stato sospeso. Si temeva un tracollo, ma c'è chi si domanda se sia giusto, visto che il mercato deve essere aperto a chi vuole comunque disfarsene e a chi, invece, pensa che sia il momento di comprare, scommettendo ancora sul salvataggio della compagnia. Ieri di fallimento ha parlato Victor Uckmar, noto tributarista e consulente di alcuni governi. Dice che «in caso di fallimento ci rimetterebbero soprattutto le banche che vedrebbero congelate le somme prestate ad Alitalia». «Invece - spiega - ci sarebbe un vantaggio per i passeggeri che, al termine della procedura, si troverebbero di fronte un gruppo più efficiente».
Un'alternativa al fallimento sarebbe l'utilizzo della Legge Marzano, applicata per salvare Parmalat. Ma Parmalat aveva un impianto industriale sano ed è andata in crisi per i "pasticci" finanziari di Calisto Tanzi e soci. Invece Alitalia è in forte perdita proprio dal punto di vista industriale e un eventuale commissario (si parla anche di Bondi, il "salvatore" della Parmalat) potrebbe solo congelare i debiti e continuare a farla volare, evitanto per prima cosa che le società di leasing blocchino gli aerei.