Lavori esterni quasi conclusi ma la galleria Carestia è in grave ritardo
TERAMO. Stato di agitazione a tempo indeterminato a partire da lunedì. Lo hanno proclamato le organizzazioni sindacali degli edili (Fillea Cgil, Filca Cisl e Feneal Uil) in nome dei lavoratori del raddoppio dell'A24 tra Teramo e Villa Vomano.
Ma non è l'unica brutta notizia che riguarda il cantiere di una delle più importanti opere di viabilità in costruzione in tutta la regione. La peggiore, perché interessa tutti i cittadini teramani, è che l'opera potrebbe non essere completata prima dell'estate 2009. «I lavori esterni del raddoppio», riferisce Amedeo Marcattili della Fillea Cgil, «sono quasi completati e dovrebbero essere terminati entro la prossima estate. Il punto dolente è la galleria di Carestia, dove ci sono stati dei problemi di tenuta del terreno che hanno causato dei crolli e rallentato notevolmente i lavori. Da quanto ci risulta, la galleria non sarà pronta prima del luglio 2009». È probabile, se questo si verificherà, che l'impresa, una volta conclusi i lavori esterni, costruisca dei by-pass a ridosso dei due imbocchi della galleria esistente per consentire agli automobilisti di percorrere comunque il nuovo tratto e, all'altezza di Carestia, di "saltare" sulla vecchia corsia.
Nel frattempo l'impresa Toto Spa, che sta realizzando l'opera, deve fronteggiare un'offensiva sindacale legata agli orari di lavoro e alle indennità previste dal contratto provinciale. «L'azienda», spiega Marcattili, «ha cominciato a licenziare o trasferire i lavoratori perché parte del cantiere è già in dismissione. Mentre licenzia, però, chiede lo straordinario ai lavoratori rimasti. In galleria si lavora a ciclo continuo, cioè anche nel fine settimana, mentre sul lato di Villa Vomano ci sono turni di 10-12 ore al giorno. Secondo noi, viene chiesto francamente troppo agli operai. Di fronte alle nostre richieste di modificare l'orario, c'è stato da parte dell'azienda un atteggiamento di netta chiusura. Non nuovo, a dire il vero: si tratta di una filosofia aziendale della Toto. Stesso discorso», continua il sindacalista, «per il mancato rispetto del contratto integrativo provinciale relativamente al riconoscimento dell'indennità del 16% per i lavori di cantiere in zone disagiate. Non vogliono darlo, sostenendo che l'accordo sottoscritto in Provincia è scaduto».