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Pescara, 06/05/2026
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Data: 06/04/2008
Testata giornalistica: Il Centro
«Filobus, finanziamento a rischio». Il fronte del no: la valutazione di impatto ambientale andava fatta

PESCARA. L'inchiesta sulla filovia è aperta. Esulta il fronte del no, tace quello del sì al filobus sulla strada parco alla notizia, pubblicata ieri sul Centro, della visita dei carabinieri del Noe al settore Trasporti della Regione per chiedere notizie circa l'esistenza nel progetto della Valutazione di impatto ambientale sull'eventuale inquinamento elettromagnetico. Il «no» ricevuto come risposta scatena i contrari.
«Abbiamo sempre detto che la Gestione trasporti metropolitani e la Regione sono inadempienti per quanto riguarda questo studio», tuona Mario Sorgentone, presidente dell'associazione Strada parco. «C'è una richiesta giusto del 6 aprile di un anno fa del ministero dei Trasporti di verificare la compatibilità dell'elettromagnetismo prodotto dal sistema. Gtm e Regione non hanno risposto e non c'è, lo ripeto, nessuno studio in merito».
Cosa che evidentemente la Regione non nega, visto che i dirigenti del settore trasporti dell'ente hanno risposto in questo senso al carabiniere del Nucleo operativo ecologico, aggiornando alla prossima settimana la consegna della copia del fascicolo progettuale. E a spiegare la mancanza di questo studio c'è il recente decreto legislativo (il numero 4 del 2008) che elenca le opere soggette a Via: tra queste i sistemi di trasporto di massa a guida vincolata, come tramvie, ferrovie e metropolitane, ma non il filobus, che non scorre su rotaie, ma con vettori sospesi che rendono possibile girare a destra e sinistra e ad essere vincolata sarebbe solo l'alimentazione (a elettricità). «Esiste il decreto per le tramvie, non per le filovie», ribadisce lapidario Emanuele Panunzio, direttore della Gtm, «dunque per noi non è necessaria la Via». «Ma la legge 211 che ha finanziato per 34 milioni di euro il progetto prescrive che il sistema di trasporto di massa da finanziare sia a guida vincolata», incalza invece Sorgentone, «dunque il finanziamento è irregolare, perché non rispetta la legge». La Regione si è detta pronta a chiedere la Via alla Gtm, ma quanto all'inquinamento da onde elettromagnetiche che dovrebbe verificare, viene ricordato che il cavo che porterà la corrente al filobus avrà una portata massima di 750 volts: quasi nulla in confronto alle emissioni di una antenna per la telefonia.
Sullo sfondo dell'inchiesta c'è la campagna elettorale, che vede candidati consiglieri in appoggio al sindaco uscente Luciano D'Alfonso sia Sorgentone che Panunzio. E Maurizio Acerbo, candidato di Sinistra Arcobaleno, torna a chiedere maggiore limpidezza sulle posizioni rispetto alla filovia: «Troppa gente in questi anni è venuta promettendo lo stop dell'appalto», scrive in una nota. «Da Del Turco a D'Alfonso hanno in più occasioni promesso di intervenire. La realtà dei fatti è che né il Comune, né la Regione hanno mosso un dito per fermare l'iter di un appalto quantomeno discutibile. Solo Rifondazione comunista, oggi confluita nella Sinistra Arcobaleno, ha mantenuto la parola data».

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