Oggi Parigi decide. Padoa-Schioppa: Spinetta torna solo per firmare e non trattare. Malpensa resta deserta, Fiumicino superaffolato. Dal 1º aprile trecento piloti e 400 hostess nell'incertezza
ROMA. Parigi decide oggi. Roma continua a essere preda dell'incertezza e dello scontro politico. Malpensa resta deserta e i piazzali di Fiumicino sono affollatti peggio di un parcheggio all'ora di punta. Dal primo aprile 37 aerei dell'Alitalia sono a terra, 300 piloti e 400 assistenti di volo non sanno quale sarà il loro destino. Nelle pieghe della trattativa per la vendita di Alitalia per loro non sono partiti gli ammortizzatori sociali. Questione marginale che però dà il senso di quanta confusione si sia andata concentrando attorno ad Alitalia e di quanto sia necessaria la fretta.
La settimana che si apre potrebbe essere decisiva, lo ha chiesto senza infingimenti il ministro per l'Economia Tommaso Padoa Schioppa. Potrebbe, di fatto, riaprirsi la trattativa con Air France. Un via libera negoziale arriva da Guglielmo Epifani, segretario Cgil, anche se il pallino è in mano ai francesi. Dopo l'interruzione della trattativa del 2 aprile soluzioni del resto non sono state trovate. Sarà perciò il consiglio d'amministrazione Air France-Klm a decidere se autorizzare un nuovo viaggio a Roma di Jean Cyril Spinetta o gettare la spugna e guardare ad altre occasioni di mercato per costrire il vettore globale europeo del quale Alitalia sarebbe dovuta entrare a far parte.
Chi non molla proprio è Silvio Berlusconi. Il leader del Pdl continua a fare appello all'orgoglio nazionale e a implorare gli industriali italiani a costituire una cordata per acquistare la compagnia. Appello, tuttora, inascoltato anche, secondo voci, il finanziere Bruno Ermolli starebbe raccogliendo pagherò da 800 milioni da diversi imprenditori. Altra impostazione nello schieramento del Pd. L'orientamento è per la trattativa magari per ottenere che gli spigoli della scure franco olandese siano smussati e si tentino altre strade prima di mettere fuori dalla compagnia oltre 2100 esuberi.
Spiragli ce ne sono pochi. Spinetta, secondo quanto rivelato da Padoa Schioppa, sarebbe disponibile a tornare a Roma per «firmare e non per trattare». Ma non è detto che nel frattempo la posizione francese non possa essersi ammorbidita e che il Cda Air France-Klm non assegni al numero uno della compagnia un mandato più largo. La clessidra della campagna elettorale ha esaurito ormai quasi tutti i granelli di sabbia e Parigi potrebbe aver interesse ad aspettare l'esito delle urne.
All'inizio di marzo, quando il negoziato fra il consiglio d'amministrazione di Alitalia e i francesi è entrato nel vivo, Air France-Klm aveva posto due condizioni: il consenso dei sindacati e il via libera del governo in carica. Parigi potrebbe avere interesse ad aspettare l'esito del voto. In caso di conferma del centrosinistra le cose andrebbero più lisce a cominciare dal contenzioso Sea che chiede un risarcimento miliardario, 1,25 miliardi di euro, ad Alitalia per la chiusura di 180 slot nell'aeroporto lombardo. Il presidente del consiglio Romano Prodi si era adoperato, in queste settimane, per una transazione meno onerosa per Alitalia. Altrettanto, si presume, non farà Berlusconi in caso di vittoria elettorale. Malpensa e italianità dell'Alitalia per lui sono tutt'uno.
L'incertezza sul destino della compagnia pesa anche sulla campagna elettorale per l'elezione del sindaco di Roma. Francesco Rutelli, candidato del centrosinistra, e Gianni Alemanno, in corsa per il centro destra si sono accusati reciprocamente di non avere a cuore i destini dei lavoratori e della compagnia. Il primo milita nel partito della trattativa con Air France-Klm, il secondo ha sposato in pieno le tesi di Berlusconi. Nessuno, per ora, spende molte parole sulle indiscrezione di un interessamento di Lufthansa. I tedeschi sarebbero disposti a mettere soldi su una nuova compagnia che nasca dalla fusione di Alitalia con AirOne.