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Data: 08/04/2008
Testata giornalistica: Il Centro
Air France lascia aperto l'ultimo spiraglio. Il cda con Spinetta ma dice: «La decisione agli italiani»

Le condizioni sono quelle del giorno della rottura

ROMA. Adesso tutti tifano Air France. Parigi lascia aperto uno spiraglio all'acquisto di Alitalia e tutti si precipitano a mettere un piede nella porta per fare largo. Sindacati, governo, forze politiche. Perfino qualche voce del centro destra, fino a ieri paladina di una presunta cordata italiana. Qualcosa è cambiato nella valutazione del piano di Jean Cyril Spinetta per la compagnia di via della Magliana.
Quello che una settimana va veniva considerato irricevibile, tanto da presentare un contropiano giudicato inaccettabile dai menager di Air France-Klm, è da ieri sera base di trattativa per salvare il salvabile. Comincia perciò una maratona che potrebbe portare a mettere la parola fine in una vicenda che affonda le sue radici nella liberalizzazione del trasporto aereo nel 1997. Domani incontro azienda-sindacati, giovedì convocazione del governo per le rappresentanze dei lavoratori.
Il consiglio di amministrazione di Air France-Klm ieri pomeriggio ha ascoltato la relazione di Spinetta sulle difficoltà della trattativa per l'acquisto di Alitalia e, a borsa chiusa dopo aver guadagnato il 3 per cento sul valore del titolo, ha diffuso un comunicato nel quale si approvava senza riserve la decisione del numero uno della compagnia franco olandese di abbandonare il tavolo della trattativa. Ma non ha chiuso tutte le porte, anzi.
Intanto il ritiro di Spinetta dal tavolo è stato classificato come «interruzione» e non come rottura. Poi si è in qualche modo deciso di dare tempo agli italiani per trovare una linea condivisa fra governo e sindacati. «Spetta ad Alitalia, ai suoi dipendenti e alle organizzazioni sindacali rappresentative del personale - è scritto nella nota diffusa a mercati chiusi - dire come vedono il futuro della loro compagnia».
Accettando la loro proposta, gli italiani garantirebbero «il ritorno di Alitalia alla crescita raggiungibile in tempi brevi». Sembrano parole magiche, dopo averle lette i sindacati, dai confederali alle sigle intenne di Alitalia, si dicono pronti a rimettersi seduti a discutere. Che cosa c'è di nuovo nella posizione francese? Niente, a quanto si sa. Anzi, da Parigi non è arrivato altro che la conferma al piano di tagli. L'unica novità, semmai, è nella ferma intenzione di comprare. Che ha riacceso le aspettative dei sindacati anche senza spostare di molto le posizioni.
La Uil continua a pensare che sarebbe meglio spostare qualsiasi decisione alla prossima settimane, dopo che gli italiani avranno consegnato alle urne le loro preferenze per il nuovo governo del Paese. La Cisl, per voce di Claudio Genovesi, segretario dei trasporti, ringrazia per la «pausa di riflessione» concessa dai francesi. Interessante la posizione dell'Anpac, il più rappresentativo sindacato dei piloti, il più deciso a opporsi ai tagli di personale e alla chiusura del settore cargo.
Adesso, dice Fabio Berti, il presidente, l'Anpac è «aperta al confronto» e «pronta a trattare sulla base del piano presentato da Spinetta». Così gli assistenti di volo, che addirittura invitano i sindacati a fare un «passo avanti» verso la soluzione franco olandese.
Nelle aperture delle ultime ore potrebbe aver molto pesato il clima che da qualche giorno si respira fra i lavoratori di Alitalia. Un migliaio si sono aggregati in un raggruppamento trasversale, battezzandolo AZ-AF. Il loro slogan è «io sono per Air France» e da qualche giorno fanno pressioni, inviando mail a tutto spiano».

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