PESCARA. Un solo segno, su un solo simbolo. E' questa la regola aurea per esprimere un voto valido, sia per la Camera sia per il Senato. I due sistemi elettorali, infatti, sono identici, e identici sono di conseguenza anche i meccanismi di espressione del voto.
Qui a fianco abbiamo indicato un esempio di voto valido sulla scheda per la Camera (in alto, circoscrizione Abruzzo). E, un esempio di voto non valido su quella per il Senato (circoscrizione Abruzzo), ma i due esempi sono intercambiabili.
I partiti coalizati sono graficamente uniti fra loro ma va posto un solo segno, su un solo partito. Il segno può anche debordare leggermente, ma non deve lasciare dubbi sulla volontà dell'elettore. In entrambi i casi, nessuna possibilità è lasciata all'indicazione di una preferenza o ai simboli tracciati «a scavalco» su due o più simboli
Varia a seconda della circoscrizione, e fra la Camera e il Senato, anche l'ordine in cui i simboli dei partiti compaiono sulla scheda, che è stato estratto a sorte.
Un segno tracciato su due o più simboli di partito rende invalido il voto, perchè non permette di leggere in modo univoco la volontà dell'elettore e di effettuare così l'attribuzione dei seggi.
Non è possibile, inoltre, indicare preferenze, perchè la legge elettorale prevede liste «bloccate», in cui gli eletti seguono l'ordine originario che occupano nella lista.
A rimarcare i problemi sono anche i politici, come nel caso di Antonio Di Pietro presidente dell'Italia dei Valori.
«Nel letto matrimoniale dell'alleanza», dice con una metafora Di Pietro, «bisogna scegliere la piazza altrimenti se si fa la croce sull'intero letto matrimoniale si annulla il voto. E io avevo segnalato di stare attenti per non indurre in errore già alcuni giorni fa. L'informazione per questo è importante». Per la vice presidente della Camera dei deputati Giorgia Meloni, nel corso della sua visita elettorale per il Pdl a Sulmona è intervenuta sulle schede elettorali. «E' vero che è facile che si facciano le croci nel posto sbagliato per come le schede sono state disegnate», ha concluso Meloni, «bisognava invece immaginare un sistema che semplificasse la vita agli italiani Per questo abbiamo detto che bisogna mettere riparo a questa situazione e chiediamo che le schede siano ristampate perché c'é tempo ancora per farlo».