Il consiglio d'amministrazione annulla l'incontro con i lavoratori previsto oggi, ma si riunisce sui conti dell'azienda
ROMA. Grido d'allarme del Cda di Alitalia: in cassa ci sono pochissimi soldi, solo 170 milioni, e possiamo resistere solo per brevissimo tempo. Domani intanto il governo incontra le organizzazioni sindacali. Scopo è capire se esistono margini per riaprire il confronto con Air France-Klm, unico aspirante all'acquisto della compagnia di via della Magliana. A Palazzo Chigi non ci saranno né il premier Romano Prodi né il ministro dell'Economia Tommaso Padoa-Schioppa, all'estero.
La delegazione sarà guidata dal sottosegretario Letta e composta dai ministri Bersani, Bianchi e Damiano (sviluppo economico, trasporti e lavoro). Cordate italiane, anche ieri non se ne sono viste mentre continua lo scontro politico tra i fan della soluzione d'oltralpe e i nazionalisti incalliti. «Spero che questa dissennata trattativa con Air France finisca - ha tuonato Berlusconi - e allora si faranno avanti gli imprenditori italiani che non saranno pochi ma tantissimi». Appare chiaro che nessuna soluzione sarà trattata dai partiti prima del voto.
E' saltato intanto l'appuntamento di oggi tra sindacati e cda della compagnia che ieri si è comunque riunito per la «continuità aziendale». Alitalia perde un milione di euro al giorno e di questo passo non arriverà all'estate. In cassa ci sono solo 170 milioni di euro, racimolati vendendo le azioni Air France-Klm e senza tenere conto di un credito d'imposta di 69 milioni. Il cda, perciò, valuta con favore una ripresa del negoziato con Parigi. Oggi il titolo tornerà in borsa, in unica fase d'asta.
Alle 9 sigle sindacali attive in Alitalia l'annullamento del confronto non è piaciuto. «Manifestiamo - hanno scritto insieme - sconcerto e disappunto in considerazione della manifesta criticità in cui versa Alitalia e riconfermiamo da subito piena disponibilità alla ripresa del confronto». Non esistono motivazioni ufficiali. Voci di corridoio parlano di rispetto per il governo. Se ha qualcosa da dire ai sindacati è opportuno lo faccia prima dell'azienda. In fondo è ancora il maggiore azionista di Alitalia.
Della concretezza del sindacato ieri si è fatto interprete il leader della Cisl Raffaele Bonanni. «Ora c'è Air France e discutiamo con Air France» e lui non si aspetta «grandi stravolgimenti ma aggiustamenti sì». In più assolve i rappresentanti dei lavoratori da qualsiasi accusa di aver fatto scappare Spinetta. La colpa, dice, è della politica, incerta sui destini di Alitalia.