VASTO. «Saranno le indagini a stabilire le cause della disgrazia ma quel che è certo è che questa volta la Trignina non c'entra»: il commissario Giuseppe Cervellini, dirigente della polizia stradale, non ha dubbi. Lunedì sera è stato fra i primi ad arrivare sul luogo dell'incidente e stavolta "spezza una lancia" a favore della Fondovalle 650 del Trigno, teatro di molti incidenti mortali.
Grazie anche all'autovelox, a distanza di un anno, il numero degli incidenti stradali si è ridotto del cinquanta per cento. «Al momento dello scontro frontale, avvenuto alle 18,30, era ancora giorno e la visibilità era buona», valuta il commissario, «il tratto di strada è inoltre rettilineo e l'asfalto in buone condizioni: credo si sia trattato di un fatto occasionale». La polizia stradale non ha rilevato segni di frenata sull'asfalto. L'auto sarebbe così "schizzata" contro il pullman. Gli investigatori stanno raccogliendo le testimonianze dei pendolari nel pullman e dell'autista di San Buono. Quest'ultimo, R.M., ha riportato lievi ferite. «Resterà a casa per qualche giorno», confermano alla società di autoservizi, «è sconvolto per quanto è successo, non riesce a darsi una spiegazione, ha visto l'auto che gli andava contro, è stato un attimo», aggiunge Luigi Schiavo, responsabile Arpa, «prima delle 15,30 era ripartito da Roma e la corsa era in perfetto orario».
A lui e agli altri colleghi, l'autista ha raccontato che la Passat dei due operai avrebbe invaso la carreggiata opposta. «E' successo qualcosa per cui il conducente della macchina ha perso il controllo senza che né lui né l'amico se ne rendessero conto», sostengono i colleghi dell'autista del bus, «il dolore delle loro famiglie è anche il nostro».