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Data: 12/04/2008
Testata giornalistica: Il Centro
Viale Crispi, qualità dell'aria peggiore. Per la centralina polveri sottili oltre il limite 29 volte in tre mesi

TERAMO. La qualità dell'aria in viale Crispi è peggiorata. Da gennaio a marzo i limiti sulla quantità di Pm10, le polveri sottili prodotti dai gas di scarico, sono stati superati 29 volte. In tre mesi i superamenti hanno già raggiunto il totale di tutto il 2007. E' quanto emerge dai dati della centralina dell'Arta per il controllo dell'inquinamento atmosferico posizionata vicino alla elementare Noè Lucidi.
Il numero di superamenti annuali del limite è già molto vicino alla quota massima di 35 volte prevista dalla legge e che, una volta superata, obbligherebbe l'amministrazione comunale ad adottare misure di limitazione del traffico nella zona. A sollevare la questione, nel corso del consiglio comunale di giovedì, è stato il capogruppo dei Ds Enzo Scalone che ha chiesto chiarimenti all'assessore all'ambiente Raimondo Michele. Ieri l'amministratore ha incontrato i tecnici dell'Arta per analizzare i motivi che hanno causato l'aumento della presenza di Pm10 in viale Crispi. «Si tratta di um fenomeno che non ha caratteristiche preoccupanti né deve destare allarme», spiega Micheli, «una corretta lettura degli andamenti delle concentrazioni degli inquinanti deve basarsi su alcuni presupposti fondamentali: rispetto all'anno passato il funzionamento della centralina può considerarsi più affidabile essendo state ultimate le operazioni di messa a punto, taratura e automatizzazione della sostituzione dei fitri. Nel 2008 c'è stata, quindi, una maggiore continuità di misura».
I dati sul Pm10, inoltre, secondo l'assessore sono stati condizionati «da un periodo di forte siccità, caratterizzato anche da vento desertico» e anche dalla presenza di alcuni cantieri. «Parte dell'innalzamento di alcuni valori potrebbe essere imputato a un presumibile aumento del traffico veicolare», conclude Micheli, «ma considerata la conformazione della città, il nudo superamento algebrico dei limiti (siamo sempre sotto la soglia di cautela prevista dalla normativa) non sembra oggettivamente preoccupante al di là del fatto che si tratta sempre e comunque di situazioni sensibili».

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