POPOLI. A un mese dall'ultimo sopralluogo nella stazione fatiscente di Popoli, continuano i disagi e le lamentele manifestate dai pendolari. Nulla dal reportage del 12 marzo è cambiato. Unico miglioramento: l'obliteratrice, riattivata ieri da un operatore delle Ferrovie che si è mosso non appena ha notato la cronista. Un raro se non unico esempio di presenza umana nella stazione popolese da quando il personale è stato tagliato, lasciando la struttura in stato di completo abbandono e nelle mani dei vandali.
Non solo. Negli ultimi periodi si è parlato addirittura di qualche visitatore notturno che pare sia solito trovare riparo tra le mura della stazione. Insomma, una sorta di terra di nessuno dove anche gli orari costituiscono in certe occasioni un optional, mentre per una stazione ferroviaria dovrebbero costituire la regola. «Non se ne può davvero più», afferma Francesca D'Amato, architetto popolese che viaggia giornalmente verso Pescara in treno, «Oltre ai ritardi dei treni o agli anticipi che spesso ci lasciano a piedi, dobbiamo assistere anche alla presenza di escrementi umani dietro le colonne, siringhe lungo i binari e spaghetti per terra. L'evidente segno della presenza di qualcuno che usa probabilmente questo luogo come ricovero notturno. E' per questo che evito sempre di partire con treni in orari serali». Tra i convogli che accumulano maggiori ritardi, lamentati dai pendolari, c'è quello pomeridiano in arrivo da Roma. Mentre la locomotiva delle 7.48 da Popoli per Pescara, molto utile per i lavoratori popolesi, spesso arriva in stazione con 5-10 minuti di anticipo, con tutti i disagi conseguenti per i passeggeri.
«Proprio l'altro giorno», afferma ancora Francesca, «quel treno è arrivato e partito alle 7.38, lasciando molti di noi a piedi». Anche l'affollato treno in partenza da Pescara alle 13.40, e frequentato da tanti studenti e lavoratori che vorrebbro rientrare a casa per l'ora di pranzo, ha presentato qualche inconveniente per i passeggeri, scatenando le conseguenti proteste: «Prima era una macchina molto grande e confortevole, forse un ex Intercity», interviene Manuela, altra pendolare impiegata a Pescara, «adesso è invece una piccola locomotiva dove dobbiamo giornalmente litigare per trovare posto. Soprattutto con alcuni ragazzi che con estrema maleducazione occupano diversi posti con gli zaini per "prenotare" il posto agli amici. Non è possibile», conclude la ragazza, «che dobbiamo essere noi a rivendicare un posticino discutendo animatamente con gli studenti. Basterebbe che i controllori facessero un giro tra i vagoni per risolvere la situazione. La cosa che più mi irrita della mia condizione di pendolare, è di dovermi procurare il biglietto il giorno prima, in una edicola del centro, unico punto di rivendita dei ticket».
Tirando le somme: stazione in stato di abbandono e degrado, unica biglietteria fuori uso, orari dei treni sballati. «Una soluzione per affrontare questa situazione di degrado», conclude Francesca D'Amato, «sarebbe quella di attivare un sistema di telecamere e magari tenere la stazione chiusa nelle ore notturne».