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Pescara, 06/05/2026
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Data: 15/04/2008
Testata giornalistica: Il Centro
SPECIALE ELEZIONI - Acerbo parla di tragedia storica. Amarezza tra i dirigenti. Betti Leone: «Elettori disillusi». Gelmini: Veltroni ha sbagliato due volte. Sinistra fuori dal parlamento: «Non accadeva dal periodo fascista»

PESCARA. Non è ancora calato il buio quando in piazza Unione, sede della Sinistra Arcobaleno, c'è chi si prepara già a un futuro extra-parlamentare. «Va malissimo» commenta Maurizio Acerbo, deputato uscente e candidato al Senato, «dal ventennio fascista non c'era in Italia un parlamento senza sinistra: credo che sia in corso una tragedia storica e il fatto di non essere stato eletto è irrilevante».
Dentro il comitato, dirigenti e militanti restano attoniti davanti ai televisori che, ora dopo ora, elencano i dati che assumono via via le dimensioni del crollo. In Abruzzo, come in tutta Italia, le percentuali sono poco al di sopra del 3 per cento. «La sinistra in un'epoca come questa è controcorrente» dice Acerbo amareggiato. «Pur battendosi per i ceti popolari, evidentemente ha difficoltà a comunicare con loro. Paghiamo il sostegno al governo Prodi con la forte astensione, la divisione a sinistra, e paghiamo il voto utile verso Veltroni. È la trasformazione del nostro sistema politico in un sistema bipartitico in cui entrambi gli schieramenti rappresentano i poteri forti. Quanto a me: attaccavo manifesti prima e lo farò anche dopo, e temo che anche a Pescara, per le comunali, potrebbero esserci dei problemi».
I risultati non sono ancora definitivi, ma per Betti Leone, capolista alla Camera, è tempo di autocritica: «Questo risultato significa che il nostro progetto non è stato convincente, non ha penetrato il popolo di sinistra e adesso c'è una parte del Paese che non sarà rappresentata in parlamento: dovremo ricostruire partendo dalla società». Per Leone le ragioni della sconfitta sono da ricercare «nella disillusione degli elettori della sinistra, che abbiamo pagato con l'astensionismo» e nei tempi stretti della campagna elettorale. «Ma l'appoggio a Prodi» dice, «era inevitabile: il problema è che il governo è stato fortemente condizionato dalle scelte economiche di Padoa Schioppa e abbiamo perso consenso tra pensionati e fasce deboli».
Il segretario regionale di Rifondazione comunista Marco Gelmini, che presidia il comitato elettorale, parla di «delusione e scoraggiamento», anche se fino ai risultati definitivi la speranza di arrivare al 4 per cento alla Camera resta: «Non avevamo messo in conto la possibilità di restare fuori dal parlamento, e adesso tremiamo per Pescara. L'errore è stato fare l'unità a sinistra in campagna elettorale e storicamente la sinistra è sempre andata male quando si è messa insieme per le elezioni: le liste sono state calate dall'alto senza unità sui contenuti, è stata una operazione di vertice e siamo rimasti schiacciati dallo scontro bipolare. Adesso bisognerà ricostruire partendo da proposte concrete. Ma anche Veltroni dovrebbe fare un esame di coscienza: ha ridato il Paese a Berlusconi e ha cancellato la sinistra».

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