CHIETI. Popolo della libertà primo partito al Senato nella provincia di Chieti, ma perde di oltre un punto il confronto di coalizione con il nuovo Partito democratico di Veltroni che si avvale del grande exploit dell'Italia dei valori. Il movimento di Di Pietro si consolida nel Chietino come una forza che sfiora il 10 per cento, con punte del 17% a San Salvo, ed è la vera rivelazione delle politiche, come la Lega al Nord.
Stabile l'Unione di centro di Pier Ferdinando Casini, che raccoglie il 7,76% di elettori (nel 2006, l'Udc era al 7,62) mentre la Sinistra arcobaleno con il 2,80% è in picchiata (nel 2006, la sola Rifondazione comunista conquistava oltre il 7 per cento).
Il Pdl di Berlusconi si attesta a Chieti città sul 45,184% e, nell'aggregato di coalizione con il Movimento per l'autonomia del sud, sale al 45,95%. Sempre al Senato, il centrodestra è dunque maggioritario nel capoluogo come lo era due anni fa. Ma il Pdl vince anche a Francavilla al mare, a Bucchianico e a San Giovanni Teatino. Perde invece il confronto con il Partito democratico a Guardiagrele, roccaforte del centrosinistra, come a Tollo e a Ortona, città amministrata da oltre dieci anni dalla Cdl (pur rimanendo il Pdl del sindaco Nicola Fratino il partito più votato).
Nel capoluogo, le distanze restano sostanzialmente immutate rispetto al precedente confronto. Il partito di Veltroni guadagna circa due punti a Chieti (30,37%) rispetto al 2006, quando Ds e Margherita mettevano insieme circa il 28 per cento dei consensi. Due anni fa, Forza Italia con An e la Lega navigavano intorno al 40%, mentre Ds e Margherita, con il movimento di Di Pietro, si collocavano sul 34% (oggi con il Pd la coalizione è al 38,89%). Circa sei punti di distacco a favore del centrodestra due anni fa, altrettanti oggi.
A Guardiagrele, affermazione sia alla Camera che al Senato per il partito di Veltroni che supera di cinque punti la coalizione di Berlusconi. Un successo ottenuto anche grazie alla strategia del "voto utile" promossa da Franco Caramanico, l'assessore regionale all'ambiente che dopo l'abbandono di Sinistra democratica ha aderito all'associazione "Una sinistra per il Paese" del sottosegretario agli Esteri Famiano Crucianelli. «Il dato lo dobbiamo», commenta a caldo Caramanico, «al forte radicamento del centrosinistra a Guardiagrele».