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Data: 16/04/2008
Testata giornalistica: Il Centro
SPECIALE ELEZIONI (Pescara) - E in piazza Unione scoppia la festa per Luciano Il sindaco accolto da un mare di folla: «Ho temuto e pregato sino alla fine»

«Ringrazio tutti Sapevo che il lavoro di questi mesi ci avrebbe premiato Ora si riparte»

PESCARA. «Luciano, Luciano...». La folla applaude, tutti cercano di raggiungere il sindaco per stringergli la mano, per abbracciarlo. D'Alfonso non si sottrae all'affetto dei sostenitori, anche se arriva solo a tarda sera nella sede del comitato elettorale di piazza Unione, a risultato ormai acquisito. Ha sudato le sette camicie, ma fu così anche nel 2003. La moglie Livia e i due figlioletti lo seguono.
L'emozione è accresciuta dall'incertezza sino all'ultimo voto di una competizione che risultava scontata alla vigilia per D'Alfonso e che ha richiesto invece un supplemento di adrenalina anche per lui, che racconta così la sua intensa giornata con al fianco Marco Alessandrini: «Ho vissuto momenti carichi di preoccupazione, ma anche di goia. Ho pregato, ho cercato di raccogliere i miei pensieri trovando la concentrazione che può darti solo la fede nei momenti più difficili. Però sapevo anche che il lavoro non è mancato in questi mesi. Ricordavo quello che mi dicevo a scuola alla vigilia di una interrogazione: non devi temere il giudizio dei professori perché hai studiato, ti sei preparato bene in quella materia. Ho ripercorso il lavoro crescente fatto in questi anni a favore della città. Mi dicevo: non hai nulla da temere dal giudizio dell'elettorato». Poi è il momento della riconoscenza: «Ringrazio di cuore tutti coloro che mi hanno sostenuto e hanno contribuito alla vittoria della coalizione, i candidati, i dirigenti dei partiti e delle liste civiche, i rappresentanti delle circoscrizioni. Ora sono davvero motivato». E ancora sul dato politico: «Conosco il lavoro fatto da Walter Veltroni a livello nazionale, la passione e la competenza che hanno portato alla nascita di un grande partito riformista e alla semplificazione del quadro politico nazionale, con una consistente riduzione dei partiti. Dentro questo quadro, il dato di Pescara è oggettivamente significativo». Ma per Luciano D'Alfonso le campagne elettorali non finiscono mai, non ci sono pause, come per gli esami a scuola: «Tante le opere ancora da realizzare in città. Intanto voglio rassicurare i cittadini su uno dei problemi più sentiti: al primo posto dell'attività della nuova amministrazione ci sarà la lotta a un grande nemico, il traffico di Pescara. Lavoreremo su due fronti: il potenziamento delle infrastrutture e il trasporto pubblico. Ci dedicheremo all'allungamento dell'asse attrezzato nelle quattro direzioni strategiche il porto, l'ospedale, il tribunale, le aree di risulta della stazione».
La futura squadra politica?
«La crisi in Italia è stata la crisi dell'indecisione. Noi faremo una squadra che farà tanto e senza conflittualità interna. Del resto, anche in questi cinque anni in cui sono approdato alla guida del Comune, sostenuto da tredici liste, non abbiamo mai avuto un giorno di crisi».
Figurarsi oggi, che per Statuto gli assessori sono stati ridotti da 14 a 10 e che D'Alfonso si appresta a governare sostenuto praticamente da un monocolore, più l'Italia dei Valori dell'amico-nemico Carlo Costantini.
La festa nella sede del comitato elettorale di piazza Unione va avanti sino a notte fonda. Molti assessori e consiglieri comunali che hanno accompagnato il sindaco nell'ultima legislatura hanno scolpito sul volto espressioni di incertezza: ce la farò, non ce la farò? La legge dei numeri è spietata, ma a volte semplifica le cose. Luciano D'Alfonso governerà per i prossimi cinque anni con due terzi degli assessori che lo hanno accompagnato in questi cinque anni di governo della città e senza l'ostruzionismo interno della sinistra radicale. I contestatori più ostici, come il deputato e consigliere comunale di Rifondazione comunista, Maurizio Acerbo, hanno scelto di farsi da parte senza alcun invito, correndo da soli nella corsa a sindaco. Lo stesso ha fatto il vice sindaco Gianni Teodoro, con delega alla Polizia municipale, che non ha mai sopportato la «protezione» di cui ha goduto il comandante dei vigili, Ernesto Grippo, da parte di D'Alfonso. E così Licio Di Biase che dopo avere svuotato l'Udc di Casini e trasferito i suoi quattro consiglieri comunali nell'Udeur di Mastella, ha prima sorretto la maggioranza D'Alfonso e poi deciso di tentare l'avventura solitaria rispolverando la vecchia lista civica dei Cattolici e Democratici. Anche qui, però, il risultato è stato quello che è stato: il 5 per cento alle amministrative del 1998, meno dell'uno per cento oggi. D'Alfonso non infierisce. Non è stato lui a dire a questi amici di coalizione: andate per la vostra strada, non ho bisogno di voi. Ma paradossalmente, questa sarà oggi la sua forza. Quello che sarebbe successo al Pd di Veltroni se avesse avuto la meglio alle politiche. Ma il sindaco guarda anche alle prossime sfide: «Il Pd è nato come partito aperto alle forze laiche e cattoliche di questo paese, c'è ancora spazio per allargare la nostra alleanza e mi auguro che questo possa accadere anche nella prossima legislatura». E poi fra un anno si voterà per la Provincia.

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