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Pescara, 06/05/2026
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Data: 17/04/2008
Testata giornalistica: Il Centro
«Pd sconfitto? Si riparte da Pescara» Roselli: «C'è la spinta D'Alfonso» Ma Del Turco rimane gelido

PESCARA. «Come cinque anni fa ripartiremo dalla vittoria di Pescara». Marino Roselli presidente del Consiglio regionale, esponente del Partito democratico, racconta quello che nel Pd molti pensano ma non dicono: «Bisogna riproporre il "Metodo Pescara", quando con la vittoria del sindaco D'Alfonso iniziarono le sfide vincenti contro il centrodestra che governava Regione, Province e Comuni. Abbiamo avuto lo slancio per cambiare e vincere». «Pescara ci insegna che si è forti quando si dialoga con i cittadini», ricorda Roselli, «le prossime elezioni provinciali e regionali saranno fatte con le preferenze, così vedremo davvero chi ha più consensi». «Metodo Pescara», significa D'Alfonso ma per ora oltre Roselli nessuno si sbilancia.
Anzi c'è chi non sembra esultare facendo calare sul «metodo Pescara» una cappa di gelo. Ieri è stato reso noto dall'agenzia Regione Flash che il presidente della giunta Ottaviano Del Turco ha incontrato cordialmente il neo senatore dell'Italia dei Valori, Alfonso Mascitelli per complimentarsi per la sua elezione e «l'ottimo risultato conseguito», ma non una sola riga di stampa è arrivata per la riconquista di Pescara, sul sindaco D'Alfonso che, tra l'altro è anche segretario regionale del suo partito, il Pd. Del Turco pare abbia fatto una telefonata di cortesia personale ma nulla sul piano politico. A D'alfonso sono arrivate le congratulazioni di D'Alema, Marini, Latorre, Bettini. Sulla esportazione del «Metodo Pescara», è invece possibilista il neo parlamentare del Pd, Tommaso Ginoble che fa una doppia proposta.
«E' un voto che non ci soddisfa», mette in chiaro, «non ho difficoltà a dire che è negativo, soprattutto, alla luce degli sforzi fatti dai governi locali fino a quello regionale. Ma il risultato di Pescara ci premia. Anche il lavoro della Regione darà i suoi frutti quando l'opera riformatrice della giunta si concretizzerà sul territorio».
Netta l'osservazione di Antonella Bosco, consigliere regionale del Pd presidente della commissione sanità.
«La vittoria di Pescara ha un significato ben preciso», fa presente, «ossia: le persone e gli elettori valutano i comportaneti le azioni e le capacità di chi amministra». In merito alla sconfitta, per la Bosco l'Abruzzo ha tenuto. «L'Italia», dice, «si è spostata a destra con un dato negativo per noi di circa il 9%, in Abruzzo però siamo al 3%. A me preoccupa, invece, la sinistra che scompare dall'ambito parlamentare».
Marco Verticelli assessore all'agricolotura, portavoce della sinistra Pd chiede tempo. «L'analisi del voto e sulle cose da fare è complessa», osserva, «l'Abruzzo non si è sottratto al vento nazionale, ma è riuscito ad attenuare gli effetti negativi». Mimmo Srour, assessore regionale, ex Udeur e neo esponente del Partito democratico ricorda una valutazione fatta dal presidente Del Turco che vede una giunta coesa e determinata a vincere le elezioni. «Del Turco dice che "domani nulla dovrebbe assomigliare a ieri". La maggioranza regionale deve essere messa a punto e capire che quasi tutti sono nello stesso partito».

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