«Su tangenziale nord, liceo Braga e 4º lotto della Teramo-mare siamo stati maltrattati» Frecciata a D'Alfonso «Il suo successo non mi pare esaltante»
TERAMO. Il sindaco Gianni Chiodi si sente più forte. Dopo il successo del Popolo della Libertà alle elezioni per il Parlamento, che porta Paolo Tancredi al Senato e conferma Carla Castellani alla Camera, il primo cittadino guarda con accresciuto ottimismo all'ultimo scorcio della consiliatura e alle sfide per comunali, provinciali e regionali, in programma nei prossimi due anni.
La presenza di una teramana a Montecitorio e di un teramano a Palazzo Madama è una garanzia per la comunità, secondo Chiodi, anche perché si tratta di due leader del centrodestra locale. «Sono i migliori rappresentanti», spiega il sindaco, «non sono calati dall'alto, hanno dimostrato di essere molto attivi e sapranno affrontare in modo deciso le burocrazie ministeriali».
I due parlamentari faranno parte della stessa maggioranza di centrodestra che amministra la città: una condizione ideale per far pesare a Roma le esigenze del territorio teramano. «Nella mia breve esperienza politica», sottolinea Gianni Chiodi, «ho potuto verificare quale differenza di rapporto esiste con un governo con cui c'è affinità rispetto a un governo di segno diverso».
Il primo cittadino ricorda che nei primi due anni della sua amministrazione da Regione e governo, all'epoca entrambi di centrodestra, sono arrivati 17 milioni di euro per opere pubbliche ancora in fase di realizzazione. L'esempio negativo, invece, è dato dalla tangenziale nord. «Il protocollo d'intesa sull'opera con il ministero delle Infrastrutture e gli altri enti interessati doveva essere sottoscritto il 5 aprile del 2006», spiega il sindaco, «il presidente della Provincia Ernino D'Agostino mi chiese di rinviare la firma e di aspettare dopo le elezioni per il Parlamento, che furono vinte dal centrosinistra. Da quel momento in poi, l'accordo non è stato più firmato».
Chiodi parla anche della statalizzazione del liceo musicale Braga, definita nell'intesa con ministro dell'Istruzione Letizia Moratti, con il governo Berlusconi, e mai attuata nella fase politica successiva. «Il ministro delle Infrastrutture Antonio Di Pietro ci ha trattato proprio male», prosegue il sindaco, «il finanziamento del quarto lotto della Teramo-mare non è mai arrivato».
L'elezione dei due parlamentari e il successo del Pdl giocheranno un ruolo importante anche nelle provinciali del 2009. «Tancredi sarebbe stato il nostro candidato presidente», rivela Chiodi, «ma le elezioni amministrative sono diverse da quelle per il Parlamento. È chiaro, comunque, che la sinistra è in difficoltà».
La litigiosità e i contrasti con la "sinistra del no", sempre secondo il sindaco, avrebbero penalizzato sia il governo Prodi, che le maggioranze regionale e provinciale. «La sinistra ha perso perché non guarda più negli occhi la gente», osserva Chiodi, «da anni è diventata elitaria e snob, gli elettori se ne sono accorti».
Il primo cittadino intravede un segnale di crisi del Pd anche nella conferma, sebbene ottenuta al primo turno, di Luciano D'Alfonso alla guida di Pescara: «Al suo posto non sarei soddisfatto di aver superato d'un pelo il 50%».
Si tratta di un messaggio in vista di una possibile sfida con D'Alfonso per la Regione? «Non è all'ordine del giorno, ci sono tanti candidati possibili», replica sindaco, e conclude: «Per il successo del Pdl è fondamentale l'unità e la scelta delle personalità migliori da mettere in campo. Speriamo che si arrivi presto alla costituzione del partito unico e di gruppi consiliari in tutti gli enti locali, compreso il Comune di Teramo».