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Pescara, 06/05/2026
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Data: 19/04/2008
Testata giornalistica: Il Messaggero
Via alla verifica, ma le alleanze non si ridiscutono. No di D'Alfonso al ridimensionamento della Sinistra arcobaleno. Guerra nell'Idv

PESCARA - Per il momento è ics: sono d'accordo Luciano D'Alfonso e Ottaviano Del Turco, il rimpasto sarà un maxi rimpasto perchè bisogna rilanciare l'azione di governo della giunta regionale. Una necessità raddoppiata alla luce del risultato delle Politiche, il Pd si deve rimettere in marcia senza perdere tempo. Ma il no del segretario del partito di Veltroni è stato netto: impossibile rimettere in gioco le allenze che sono emerse dal voto del 2005, impossibile penalizzare la Sinistra arcobaleno soltanto perchè alle Politiche ha fatto flop. D'Alfonso guarda avanti, alle Provinciali e alle Regionali del 2010: ma non tanto e non soltanto perchè in corsa per la Regione tra due anni potrebbe esserci lui, ma perchè il centrosinistra non può permettersi il lusso di perdere. E alle sfide elettorali future bisogna presentarsi possibilmente uniti.
Quindi via alla verifica. Che significa rimpasto con circolazione delle deleghe, rinnovamento degli assessori, staffette: un intervento deciso che dovrà soprattutto fornire segnali forti all'elettorato per la fine della legislatura. E nell'incontro di giovedì i grandi nemici Del Turco e D'Alfonso si sono misurati: il governatore premeva per un ridimensionamento della Sinistra arcobaleno chiedendo al tempo stesso l'avallo del segretario Pd, ben sapendo che una mossa simile lo avrebbe messo in difficoltà di fronte agli alleati, e ha insistito sulla necessità di un'analisi più accurata del voto, rimproverando a D'Alfonso di essersi impegnato poco per le Politiche. Un'accusa che gli è stata ribaltata contro, con D'Alfonso che punta deciso sul rimpasto della giunta regionale e sulla necessità di dare maggiore impulso alla politica regionale, colpevole secondo lui di aver sbilanciato il voto di domenica a favore del Pdl.
In questi giorni andranno avanti le consultazioni. Ma Del Turco ha anche chiesto che venga costituito un comitato ristretto che affianchi il segretario Pd nelle scelte, ritenendo troppo estesa e slabbrata l'assemblea composta da cinquanta esponenti. Ma niente sarà deciso prima del mese di maggio. Troppi i nodi da sciogliere, e molti sono legati a doppio filo anche con le scelte di Pescara: in primo luogo il ruolo di Donato Di Matteo, se sarà assessore alla Regione non potrà avere un incarico amministrativo nella giunta comunale; e poi la scelta dell'assessore dell'Italia dei valori, in piena guerra tra Bruno Evangelista e Augusto Di Stanislao.


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