Iscriviti OnLine
 

Pescara, 06/05/2026
Visitatore n. 753.715



Data: 19/04/2008
Testata giornalistica: Il Messaggero
Montezemolo: «Lavoratori più vicini a noi che ai sindacati» Il Presidente di Confindustria «Risultato elettorale chiaro: no alle forze politiche e sociali professioniste del veto»

TORINO E' l'ultima uscita di Luca Cordero di Montezemolo nelle vesti di presidente degli industriali. Non poteva essere che a Torino, non poteva essere che al Lingotto dove si respira aria Fiat anche sotto un cielo plumbeo che più plumbeo non si può. Relazione scoppiettante con l'attacco concentrico alla sinistra radicale («uscita fortunatamente dal Parlamento») e ai sindacati («i lavoratori sono più vicini a noi che a loro»). Ma alla fine, dopo tre quarti d'ora di discorso, Montezemolo finisce...in panne. Voce strozzata quando ricorda le tappe del proprio quadriennio al vertice di viale dell'Astronomia: «Esperienza impegnativa, ma soprattutto entusiasmante». Gli applausi invadono l'Auditorium "Giovanni Agnelli". Lui si commuove. Fiato corto e occhi lucidi quando invia a Emma Marcegaglia «l'augurio speciale» firmato Goethe: «Nel momento in cui uno si impegna a fondo anche la Provvidenza si muove. Qualunque cosa tu possa fare, incominciala». Poi l'abbraccio lunghissimo, probabilmente liberatorio, con il suo successore che sarà anche la prima donna leader di Confindustria.
Un discorso che si muove lungo il sottile crinale tra politica e sindacato. Ovvia la partenza dal risultato elettorale con una premessa: «Mi fa piacere ritrovare negli impegni delle principali forze politiche, e in particolare della coalizione che ha vinto le elezioni, molte proposte del nostro decalogo». Un risultato che ha conseganto al Paese tre elementi sostanziali: «La sconfitta politica delle forze anti-impresa e anti-mercato che hanno frenato crescita e modernizzazione con i "no" alla Tav, alle infrastrutture, alle centrali, allo sviluppo. Quelle forze che si richiamano alle ideologie vetero-marxiste». Secondo elemento: «Dalle urne è uscita una maggioranza chiara e una forte semplificazione del quadro politico». Terzo elemento: «Bassa produttività e rischio di crescita zero». «Serve una grande stagione di riforme, cioè un Patto per la ricostruzione».
Dal versante politico a quello sindacale il passaggio è breve, naturale: il Paese, se vuole crescere, ha bisogno anche e soprattutto di uno sforzo collettivo. Il sindacato, quello attuale almeno, non può essere una risorsa. Va giù pesante Montezemolo andando ad infoltire le file di chi vede la triplice armata confederale in crisi irreversibile: «I lavoratori non si sentono più rappresentati da forze politiche e sociali incapaci di dare risposte vere ai loro problemi concreti. E sono molto più vicini alle nostre posizioni che non a quelle dei sindacalisti ormai trincerati dietro negoziati infiniti che servono soltanto a difendere una casta di professionisti del veto». Un esempio? «In quattro anni le tre sigle non hanno voluto o potuto raggiungere un accordo sulla riforma dei contratti, badate bene, non con noi, ma tra di loro». Il merito poi, è un illustre sconosciuto per un sindacato che rappresenta soprattutto pensionati e lavoratori pubblici: «Preferisce mettere tutti sullo stesso piano penalizzando quelli che fanno il proprio lavoro».
Insomma, occorre voltare pagina e aggiornare i ruoli. Dal Cairo, giusto una settimana fa, Montezemolo aveva lanciato una sorta di ultimatum: o troviamo subito un'intesa o faremo accordi aziendali con chi ci sta. Da Torino non ribadisce l'aut-aut, ma il concetto non cambia: «Riteniamo importante che la coalizione che ha vinto le elezioni abbia messo nell'agenda del primo Consiglio dei ministri la detassazione degli straordinari e del salario variabile. La risposta all'impoverimento può venire solo da una maggiore crescita. E un aumento delle retribuzioni potrà esserci solo a fronte di un consistente incremento della produttività». Anche perchè come ha detto l'amministratore delegato di Intesa San Paolo, Corrado Passera, «con questo livello di crescita l'Italia non può competere con gli altri Paesi».





www.filtabruzzo.it ~ cgil@filtabruzzo.it