Iscriviti OnLine
 

Pescara, 06/05/2026
Visitatore n. 753.715



Data: 21/04/2008
Testata giornalistica: Filt mobilit
Divisione trasporto regionale: personale di bordo, contrattazione paralizzata

Per l'anno 2007/2008 non è stato possibile giungere all'accordo di ripartizione nazionale in entrambe le Divisioni di Trenitalia.

Per la Divisione Trasporto Regionale, l'ultimo accordo nazionale di ripartizione, risale ormai al febbraio 2006, fatto che ha comprensibilmente messo in difficoltà le strutture sindacali territoriali e le RSU che, ancora una volta, non hanno avuto la possibilità di contrattare e concordare i turni di servizio del PdB negli impianti.

Considerando le istanze provenienti dalle strutture sindacali locali, il crescente e sempre più gravoso disagio presente in categoria e l'atteggiamento aziendale sulle problematiche inerenti i turni e le modalità di utilizzazione del personale, si considera utile analizzare di seguito i motivi che hanno portato alla situazione attuale.

Dopo il CCNL. A seguito dell'accordo del 2003 con FS, teso a far chiarezza sulla interpretazione univoca di diversi istituti contrattuali, fu possibile giungere all'accordo sulla ripartizione nazionale per il 2004/2005.

In quella occasione, nel rispetto del percorso negoziale definito dal CCNL, si sottoscrisse a livello nazionale l'accordo sulla ripartizione dei volumi di produzione e si rinviarono al confronto territoriale le altre tematiche legate ai turni di servizio, alle flessibilità e alle modalità organizzative con le quali si erogano ai lavoratori i servizi di mensa, il trasporto tra impianti, la fruizione del riposo fuori residenza, ecc..

L'anno successivo la discussione relativa alla ripartizione fu molto condizionata dal difficilissimo confronto in atto con il Gruppo FS, che portò il Sindacato nel corso del 2005, come si ricorderà, a dichiarare quattro scioperi nazionali a sostegno della vertenza generale aziendale.

In questo contesto, fu comunque possibile giungere all'accordo nazionale per la ripartizione dei servizi per l'anno 2005/2006 (28 febbraio 2006), ma solo a seguito dell'impegno aziendale a convocare un diverso e specifico tavolo che potesse affrontare le problematiche legate alla logistica (mense, ferrotel, sale sosta), per le quali, nonostante le previsioni contrattuali, non si erano potute trovare soluzioni soddisfacenti a livello territoriale.

2006: un passo? indietro. Durante gli incontri di dicembre relativi al negoziato per la ripartizione dei servizi per il 2006/2007, in un contesto di forte tensione legato alla vertenza per l'implementazione del sistema vigilante sui locomotori, sul tavolo del PdB si aprì il confronto riguardo all'introduzione della cosiddetta "scorta commerciale" nei turni di lavoro, l'utilizzazione, cioè, del personale esclusivamente in attività di controlleria.

La questione fu sollevata dal Sindacato perché, nonostante non vi fosse stato alcun confronto sindacale di merito, negli M131 tale attività risultava già essere stata scorporata dal monte ore relativo alla scorta ordinaria.

Pertanto il Sindacato si era dichiarato disponibile al confronto di merito teso sia ad esplicitare le esigenze aziendali che richiedessero l'introduzione di tale diversa e nuova attività, sia ad affrontare, nel contempo, la dovuta discussione sulle modalità di effettuazione della stessa, da rapportarsi alle normali attività del PdB e garantendo il rispetto della normativa contrattuale vigente.

La discussione fu in quella fase frenata anche dalla mancanza di accordo al tavolo del PdM dove, in assenza dell'intesa sulla ripartizione nazionale, sarebbe comunque venuta meno per la Divisione Trasporto Regionale l' esigibilità a livello territoriale delle flessibilità legate all'agente unico, che ovviamente rappresentavano il maggior interesse aziendale in quel contesto negoziale.

Così, dopo un iniziale tentativo, il confronto si interruppe e, nonostante la decisa contrarietà espressa dal Sindacato, l'azienda procedette con atti unilaterali, sottolineati successivamente da diverse proteste sindacali e da numerosi scioperi dichiarati a livello territoriale.

Il 15 dicembre 2006 le Segreterie Nazionali inviavano alla Divisione Trasporto Regionale una richiesta di sospensione dell' attività, prefigurandosi, in mancanza di uno specifico accordo nazionale, una violazione della normativa contrattuale.

Le ragioni del dissenso sindacale. Ad inizio 2007, con lettera del 18 gennaio, le Segreterie Nazionali denunciavano nuovamente la presenza di irregolarità nei turni di lavoro.

Si richiamavano all'attenzione, insieme alla "scorta commerciale", le modalità di contabilizzazione dei turni che risultavano essere state anch'esse modificate in maniera unilaterale dall'azienda.

Nello specifico, è bene chiarire quale è l'obiezione di merito posta dal Sindacato

In maniera progressiva, ma con maggior visibilità a partire dall'introduzione del nuovo sistema di gestione del PdB (dicembre 2005, in concomitanza con il cambio orario), l'azienda ha proceduto a sottrarre dal calcolo della "esigenza di turno" le cosiddette giornate di soppressione programmata, quelle cioè, in cui il treno non si effettua ma in occasione delle quali il lavoratore è a disposizione dell'azienda.

Questo significa che il software non riconosce in programmazione a queste giornate il valore di una prestazione lavorativa pari a quella del servizio soppresso (come in precedenza accadeva per il "servizio compatibile"), bensì gli attribuisce una nuova e diversa dizione ("senza servizio") con prestazione programmata pari a 0 ore di lavoro. Solo in gestione, cioè, se e quando il lavoratore sarà effettivamente chiamato ad effettuare una prestazione lavorativa, il programma conteggerà l'impegno in termini di ore lavorate.

Un ulteriore accorgimento tecnico, inoltre, fa sì che queste giornate, in precedenza sottratte, vengano poi successivamente utilizzate, garantendo così la presenza in turno del 26% di colonne di scorta aggiuntive necessarie alla sostituzione assenti.

Un vorticoso "trucco informatico" che produce evidenti ricadute in termini di violazione dell'orario di lavoro settimanale, di distorsione nel calcolo del lavoro mensile ai fini del conteggio sullo straordinario e di riduzione del personale necessario a coprire le esigenze di turno.

L'azienda, nel corso degli incontri sulla ripartizione e dei successivi aventi per oggetto le tematiche di costruzione dei turni, ha più volte dichiarato la propria disponibilità a trovare soluzioni idonee a risolvere la vertenza, prendendo in merito tutta una serie di impegni: ad oggi, però, continuiamo a registrare un nulla di fatto ?

Considerazioni. A pregiudicare questo percorso, con evidenti ricadute in termini di corrette relazioni sindacali, hanno finora contribuito anche gli innumerevoli tentativi aziendali di proporre accordi territoriali con lo scopo di eludere gli impegni presi in sede nazionale ed ottenere così più agevolmente le flessibilità, spesso indispensabili per fronteggiare le ormai endemiche carenze di personale.

Il rischio di questa impostazione è , a parere della Filt-Cgil, duplice.

Il primo, riguarda lo svuotamento di fatto di una precisa e coerente procedura negoziale sui turni definita in sede contrattuale.

Il secondo, ancora più delicato, riguarda il fatto che, venendo meno quella procedura e, cioè, disarticolando surrettiziamente la fase territoriale rispetto a quella precedente, di livello nazionale, verrebbe meno l'unitarietà del percorso e all'azienda verrebbe arbitrariamente consegnata la possibilità di trattare esclusivamente dove essa valutasse utile perseguire l'accordo, condannando invece le altre realtà alla privazione della contrattazione dei turni.

Per tutto quanto sopra esposto non possiamo quindi condividere la strada scelta dall'azienda, soprattutto perché la Divisione, sempre sottoposta alle valutazioni delle Regioni e delle associazioni dei consumatori, dovrebbe valutare invece positivamente la definizione congiunta con le rappresentanze del lavoro di percorsi e modalità per il conseguimento di migliori standard servizio da erogare alla collettività.

Nell'ambito della discussione legata al rinnovo contrattuale, alla luce dell'esperienza fatta, sarà ovviamente da valutare l'eventuale opportunità di rivedere le previsioni relative alle procedure negoziali di contrattazione turni.

www.filtabruzzo.it ~ cgil@filtabruzzo.it