ROMA - Si gioca ormai tutto sui tempi, più che sul merito, la possibilità di un accordo fra Anas e Autostrade sulla fusione con Abertis. Anas ieri ha riformulato la richiesta, posta dal ministro delle Infrastrutture, Antonio Di Pietro, secondo cui «si potrà dar corso all'eventuale fusione con Abertis unicamente solo dopo il perfezionamento di una nuova convenzione, ovvero di un quinto atto aggiuntivo». Sul punto, Autostrade si è ufficialmente riservata una valutazione nel consiglio d'amministrazione di domani. Con ogni probabilità la controproposta della concessionaria, che ieri ha chiarito come in pratica intende far fronte alle richieste del governo (struttura di governance societaria, presenza di società di costruzione nell'azionariato di controllo post-fusione, impegni di investimento, capacità finanziaria), sarebbe di chiudere un accordo entro il 30 giugno, cioè prima della fusione, e poi procedere a un perfezionamento dell'atto entro settembre. L'ipotesi, che il presidente di Autostrade, Gian Maria Gros-Pietro, avrebbe illustrato a Palazzo Chigi ieri, al sottosegretario Enrico Letta, potrebbe anche essere quella di un'assemblea di Autostrade che il 30 giugno approvi la fusione subordinandola al raggiungimento dell'accordo con il governo. Da qui si partirà nel nuovo incontro tra le parti fissato per il 20 giugno.
Oggi alle 13, nel Comitato di direzione, potrebbero essere formalizzate le dimissioni del direttore generale dell'Anas, Claudio Artusi. Ma già il consigliere di amministrazione Mario Virano ha chiesto che il board ne discuta subito. Tra le motivazioni di Artusi ci sarebbe prima di tutto il difficile stato dei conti davanti ai quali il direttore si sarebbe trovato al suo arrivo in azienda, nel novembre scorso. E successivamente l'impossibilità di potervi mettere mano con l'autonomia propria di un manager di una spa.
È bastato l'annuncio informale delle dimissioni per sollevare un putiferio in Parlamento: da una parte Maurizio Lupi (FI) ha chiesto un'audizione del presidente dell'Anas, Vincenzo Pozzi: «Qual è il reale stato dei conti? Perché una persona di valore come Artusi va via?» si domanda il deputato. Dall'altra, il senatore Paolo Brutti (Ds) ha chiesto con un'interrogazione urgente che Di Pietro riferisca in Parlamento, e che sull'operato dell'Anas si attivi subito una Commissione d'inchiesta.