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Pescara, 30/05/2026
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Data: 22/04/2008
Testata giornalistica: Il Centro
Nuova giunta, Del Turco incontra i capigruppo. D'Alfonso: «Tempi stretti, perché col federalismo fiscale diminuiranno le risorse»

PESCARA. Il governo regionale si appresta a un passaggio delicato, quasi a metà del suo cammino. Si tratta del rimpasto. Vale a dire una redistribuzione delle deleghe che parte dall'esigenza di sostituire un assessore come Tommaso Ginoble eletto in parlamento. Ma che è anche l'occasione per ricalibrare l'alleanza, con l'ingresso in giunta dell'Idv.
Un rimpasto che si preannuncia da qui a due o tre settimane. Il segretario del Pd Luciano D'Alfonso ha idee chiare: «Bisogna mettere in campo iniziative prima che intervenga questo processo di federalismo violento che si preannuncia. Io aiuterò molto questo sforzo del governo regionale». È una risposta alla sfida al cambiamento lanciata al Pd dal presidente della giunta Ottaviano Del Turco. Le infrastrutture sono una delle priorità del programma di fine legislatura che l'esecutivo si appresta a varare. Ma con quali uomini? L'esercizio del toto-poltrone è inevitabile perché la discussione dentro ai partiti è già iniziata, e oggi Del Turco incontra i capigruppo dei partiti alleati e la Sinistra-Arcobaleno.
Un posto è già pronto per l'Italia dei Valori, che deve sciogliere la riserva tra Bruno Evangelista, capogruppo in Regione, e il neoarrivato Augusto Di Stanislao. Gli assessori della Sinistra Arcobaleno non sembrano in discussione. E l'avvicendamento dentro Rifondazione tra l'assessore Betti Mura e Daniela Santroni è stato bloccato preventivamente dai vertici regionali del Prc. Difficile che entrino i Verdi, visto che tra i programmi di fine legislatura c'è la realizzazione di uno o due inceneritori. La partita più difficile si gioca nel Partito democratico. Marco Verticelli, oggi all'Agricoltura, dovrebbe guadagnare un assessorato più pesante a spese di Valentina Bianchi. Per favorire l'ingresso quasi certo di Donato Di Matteo, capogruppo Ds, dovrebbe uscire un assessore in quota Ds. Che oggi sono due: Franco Caramanico e Giovanni D'Amico. L'uscita di D'Amico però indebolirebbe la rappresentanza delle aree interne. La permanenza di Caramanico, territorialmente in quota alla provincia di Chieti, blocca però le ambizioni di ben 4 chietini: Antonio Boschetti, molto ben posizionato nel toto-assessori (potrebbe andare lui ai Trasporti al posto di Ginoble), Camillo Cesarone, che però è un raccordo importante per Del Turco in Consiglio, Camillo D'Alessandro, che - si dice - è giovane e può aspettare, e Lamberto Quarta, che ha il difetto di non essere consigliere. È difficile che con il nuovo statuto che limita gli assessori esterni a 2 su un massimo di 10, Del Turco nomini un altro assessore esterno (ne ha già sei) con relativo aumento di costi. Certo, lo statuto entrerà in vigore nella prossima legislatura, ma sarebbe strano non tenerne conto affatto già da oggi.

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