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Pescara, 24/02/2021
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Data: 21/04/2019
Testata giornalistica: Il Messaggero
Masci, l'ossessione del ballottaggio. «Un voto in più per vincere al primo turno» il suo appello ai sostenitori che ieri hanno affollato il comitato elettorale. In sala tanti volti noti delle passate amministrazioni di centrodestra, ex dirigenti e la famiglia al completo. Costantini perde pezzi, Civitarese insiste «Occorre dar vita ad un trasporto intermodale bici- treno-filobus elettrico»

Inaugurazione della sede elettorale per Carlo Masci (centrodestra) e Stefano Civitarese (Coalizione civica), incontri con i cittadini a corso Umberto per Carlo Costantini (polo civico Faremo grande Pescara). Vigilia pasquale affollata per tre candidati sindaci a Pescara. E domani alle 11 un'altra candidata sindaca, la cinquestelle Erika Alessandrini, sarà con i simpatizzanti alla Pineta d'Avalos per celebrare la Giornata della Terra con un evento plastic free.
In viale Bovio affollatissimo il comitato elettorale di Carlo Masci. Tanti i volti noti di passate amministrazioni al punto che l'effetto per molti è stato quello di un salto all'indietro nel tempo. E memore di come andarono per lui le elezioni del 2003 contro D'Alfonso, Carlo Masci ieri è andato dritto al punto con i suoi affezionati elettori: «Un voto in più per vincere al primo turno» è la richiesta del candidato sindaco per scongiurare una beffa al ballottaggio: questa l'ossessione di un centrodestra che non dimentica ma che è pure consapevole della forza di un vento che ha cambiato verso e gonfia le vele soprattutto della Lega: vincere al primo turno oggi si può, anzi si deve. Anche perché, superate le frizioni e i conflitti che hanno segnato la designazione del candidato sindaco, la coalizione sembra aver ritrovato compattezza (anche se nel retrobottega c'è sempre chi teme un colpo di coda dei frondisti).
Microfono in pugno, seguito con affetto da moglie, figli e sorella, Masci ha ricordato le sue scelte, all'inizio del nuovo millennio quand'era assessore della squadra del sindaco Carlo Pace e poi ancora dal 2009 al 2014 con il sindaco Luigi Albore Mascia, che hanno segnato importanti cambiamenti in città - la movida di Pescara vecchia e poi di via Battisti, il salotto di via Firenze, i concerti sulla spiaggia -. Ha parlato del mare di Pescara «che vogliamo conquisti la Bandiera blu» e ha rivolto lo sguardo al futuro annunciando di voler mettere «l'intelligenza artificiale al servizio del Comune per dare ai cittadini le risposte che servono».
VOLTI NOTI
In sala tanti ex An oggi in quota Lega, a cominciare da Marcello Antonelli, Vincenzo D'Incecco e anche Armando Foschi, quest'ultimo supportato da Nicola Ricotta e Alessandra Petri: «Siamo apolidi della politica, daremo una mano agli amici» ha detto Ricotta. Di fianco un sorridente onorevole Raffaele Delfino, un passo più indietro il professor Remo Ruffini, astrofisico direttore dell'Icra e grande amico del sindaco Pace, il genetista Giandomenico Palka. Tra la folla anche il coordinatore regionale forzista, senatore Nazario Pagano, e il vice coordinatore della Lega Ricardo Chiavaroli, l'ex assessore Gianni Santilli anch'egli tornano in pista con la Lega, il presidente del consiglio regionale Lorenzo Sospiri. Nutrita la pattuglia di ex dirigenti e funzionari comunali, da Pierluigi Carugno a Francesco Trisi e Miki Lepore pronti a rientrare a Palazzo di città. Più rilassato il pensionato Giustino Patricelli. I fratelli d'Italia Alfredo Cremonese e Guerino Testa, i transfughi del centrosinistra accasati all'Udc Giuseppe Bruno, Ricardo Padovano e Massimiliano Pignoli. Forzisti della prima ora come Lanfranco D'Arcangelo e Alessio Iezzi. «Voglio guardare al futuro, ci metto il mio amore per Pescara oggi spenta e degradata» ha detto il candidato sindaco Masci chiedendo l'aiuto degli elettori per chiudere la sfida al primo turno. Poi l'assalto al buffet.

Costantini perde pezzi, Civitarese insiste

Vigilia di Pasqua tra la gente per Carlo Costantini, candidato sindaco per il polo civico “Faremo grande Pescara” che insieme ai candidati delle tre liste (oltre a “Faremo grande Pescara” ci sono “Nuova Pescara” e “Città del Futuro”) ha trascorso la giornata al gazebo allestito su corso Umberto per illustrare ai cittadini il programma elettorale. «Sono molto felice della risposta registrata - ha commentato Costantini -, tantissime le persone che si sono fermate per conoscere i nostri candidati. Vedo molto entusiasmo quando illustro il progetto della Grande Pescara e l’ipotesi della nostra città che diventa la capitale del medio Adriatico». Costantini ha però perso l’appoggio di +Europa. Ad annunciare il divorzio è stato il coordinatore della lista, l’avvocato Nico Di Florio: «Sono emerse possibili divergenze tra le idee di Costantini e quelle di +Europa sull’integrazione europea, le politiche dell’Unione europea e la partecipazione italiana all’euro» ha detto Di Florio secondo cui Costantini si sarebbe sottratto alla richiesta di chiarimenti. Come Masci, anche per Stefano Civitarese il sabato santo è stato dedicato all’inaugurazione delcomitato elettorale in via del Concilio. Il candidato sindaco di Coalizione civica ha presentato la squadra e annunciato che in caso di vittoria l’azione di governo della città ripartirebbe esattamente dove si è fermata poco più di un anno fa, con le sue dimissioni da assessore all’Urbanistica, cioè chiudendo Corso Vittorio Emanuele al traffico e rendendo viale Marconi a senso unico per le auto e a doppio senso per gli autobus: «Il sindaco Alessandrini - ha esordito Civitarese - non ha avuto il coraggio di credere fino in fondo ai progetti che erano in essere». Anche per questo l’ex assessore, riproporrebbe quasi inalterata la delibera sul Parco Centrale all’area di risulta, la cui approvazione è stata impedita dalle 5 mila osservazioni presentate in Consiglio comunale: «Alessandrini ha sbagliato anche su questo - ha detto il candidato di Coalizione civica -. Se fossi rimasto al mio posto, probabilmente la delibera l’avremmo approvata ». Un progetto che s’inserisce in un piano di mobilità sostenibile: «Occorre dar vita ad un trasporto intermodale bici- treno-filobus elettrico. E quest’ultimo, transitando ogni 5 minuti all’ora di punta e ogni 10 nelle altre fasce orarie, riuscirebbe a trasportare migliaia di persone su e giù per la città. L’obiettivo è arrivare in 10 anni a coprire il 50% della mobilità con mezzi alternativi alle auto, di cui il 35% dev’essere coperto dal trasporto pubblico».

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