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Pescara, 18/01/2021
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Data: 26/07/2019
Testata giornalistica: Primo piano
Trasporti, i pendolari: pronti a pagare di più ma su arterie e mezzi dignitosi. Il costo del biglietto lievitato del 40%. La reazione degli operai: «Pronti a viaggiare con le nostre auto». PrimopianoMolise incontra quelli della notte, le tute blu del terzo turno che polemizzano sui rincari

AGNONE. Quelli della notte non sono solo uomini e donne frequentatori dei locali notturni e della movida, quelli della notte sono soprattutto gli operai della Val di Sangro e del nucleo industriale di Pozzilli che raggiungono quotidianamente il posto di lavoro per svolgere il terzo turno, quello per certi versi più massacrante. Nel caso di chi si reca nella piana di Atessa si tratta di turnisti permanenti che per necessità o perché quello passa il convento, travagliano mentre il resto del mondo dorme o si diverte. Padri di famiglia e giovani che dopo un’ora di viaggio affrontato a bordo di mezzi obsoleti e al limite della decenza, si spaccano la schiena per otto ore sulle catene di montaggio con saturazioni allucinanti che solo Dio lo sa. Calura e fatica, sacrificio e caffè, una marea, per riportare a casa il pezzo di pane e dare dignità alla propria esistenza. Partenza fissata alle 20,30 da piazza Unità d’Italia con il pullman che arriva da Carovilli con a bordo una ventina di pendolari. Dal lunedì al venerdì il ritrovo di quelli della notte avviene quasi sempre in netto anticipo sulla partenza. L’occasione è propizia per parlare e discutere sull’ultimo provvedimento adottato dalla Regione Molise che vede il costo dell’abbonamento mensile essere lievitato del 40 per cento. Tradotto sono circa 4 euro a settimana che per un mese fanno 16 euro passando da 40 a 56 euro. Troppi a detta delle tute blu che ammoniscono. «Di punto in bianco siamo costretti a far fronte ad una spesa sproporzionata rispetto al servizio offerto che in sostanza resta inalterato». E questo il punto cruciale della vicenda che ha innescato un oceano di polemiche. «Avremmo tollerato un aumento del 510% ma questa decisione piovuta dall’alto e senza alcuna concertazione ci penalizza e al tempo stesso ci fa riflettere sull’opportunità di recarci sul posto di lavoro con le auto private magari unendoci in gruppi da quattro ». Tuttavia più che il caro abbonamento, a molti operai non vanno giù le condizioni dei mezzi senza parlare di come sono ridotte le strade. «Se chi di dovere avesse barattato l’aumento del costo del biglietto con mezzi decenti e un ammodernamento della rete stradale, non avremmo obiettato alcunché, ma così proprio no». Ancora una volta a finire nell’occhio del ciclone lo stato di salute in cui versano i mezzi di trasporti. «Scassati, con milioni di chilometri e scomodissimi – sottolineano da Piazza Unità d’Italia . Più volte abbiamo postato foto e video di come sono ridotti i sedili oppure di infiltrazioni, ed ancora di quando guasti meccanici ci bloccano lungo il percorso». Appunto, il tragitto fatto di buche, frane, rattoppi e snervanti tornanti. «Cogliamo l’occasione per invitare i nostri amati politici, comodamente seduti sulle poltrone nei palazzi di Campobasso, ad affrontare insieme a noi il viaggio. Siamo disposti anche a pagargli un abbonamento mensile» la provocazione di chi è stremato per uno stato di fatto non più tollerabile, in particolare dopo il sostanzioso aumento. «Un rincaro esagerato e immotivato, perché il servizio offerto non ha subito alcun miglioramento – afferma il sindacalista agnonese Andrea Di Paolo, operaio allo stabilimento Fiat di Termoli . Tra l’altro questi aumenti vanno a caricare oltremisura il budget delle famiglie, dove magari il papà è operaio e il figlio studente fuori sede, centinaia di euro in più all’anno di spese di trasporto, costi per andare a lavorare. Siamo alla follia, perché, è opportuno ricordarlo, il servizio offerto ai pendolari fa letteralmente schifo: autobus malmessi, sporchi, che si rompono continuamente, spesso senza nemmeno un posto a sedere dopo essersi alzati alle 4,30 del mattino – aggiunge . Questi sono i trasporti pubblici del Molise, questa è la reale situazione dei pendolari operai molisani. Noi della base recriminiamo una sola cosa: i diritti, il diritto al lavoro e alla mobilità e per rivendicare questi nostri diritti siamo pronti a tutto ». Nel frattempo in lontananza si vede arrivare la diligenza, come ribattezzata da qualcuno. Scatta il momento per quelli della notte che non vanno certo a ballare o bere una birra ghiacciata come le condizioni meteo propizierebbero. E allora buon lavoro, sperando che domani qualcuno nel leggere queste righe si adoperi per venire incontro alle richieste di chi per un pezzo di pane continua a spezzarsi la schiena e mandare avanti il Paese, sempre più ingrato per colpa di qualche politico o nullafacente di turno…

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