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Pescara, 22/01/2021
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Data: 31/07/2019
Testata giornalistica: Il Messaggero
Pupillo scrive a Tua «Città spaccata in due»

La filiera con l'ex Giunta regionale di centrosinistra ha prodotto il nulla per disegnare un futuro sviluppo urbanistico di Lanciano spaccata a metà in pieno centro dall'area di risulta dell'ex stazione Sangritana, con annessi binari e Officine storiche, ora museo. Per le non risposte restano disappunti. Ora il sindaco Mario Pupillo si appella al presidente di Tua Gianfranco Giuliante e al Governatore Marco Marsilio, visto che la Regione ne è proprietaria al 100%. E' stato difatti chiesto di aprire un confronto per avviare un percorso di analisi delle soluzioni per raggiungere una decisione definitiva e condivisa. Va assolutamente aggirato l'isolamento del lungo muro che corre su via del Mancino e che si strozza al passaggio a livello con via Dalmazia. Parliamo di un comparto che a breve vedrà l'inizio lavori di central park di cui l'area Sangritana potrebbe rappresentare un prezioso anello di congiunzione e con museo davvero da sfruttare. «Via del Mancino non può continuare a essere una trincea», dice Pupillo. Così scrive a Tua ricordando la sospensione dell'esercizio ferroviario e il non utilizzo dell'area.
LA PROPOSTA
«E' un'infrastruttura che divide in due la città determinando problemi di viabilità e di sviluppo urbanistico - specifica Pupillo. Sarebbe importante sapere il destino e il progetto della Regione sul comparto ex stazione, tracciato e officina». Il sindaco vede da subito l'idea di aprire almeno di due varchi ciclopedonali partendo dal cancello su via del Manciano e un secondo, con scalinata, alla confluenza con via De Pasqua. Percorsi strategici e di poco costo che immetterebbero in centro evitando lunghi giri. L'idea da perseguire doveva essere da tempo un terrazzamento con parcheggio sopra e sotto e spazi anche commerciali creando una sorta di piazza, pur lasciando due binari per eventuale tram. «Da cent'anni la Sangritana ha rappresentato genialità e operosità di una comunità che realizzò un'opera di straordinario valore ingegneristico, economico e sociale permettendo ai cittadini di usufruire di mobilità moderna e innovativa», chiude Pupillo. Avanguardia quando altri andavano in calesse. Ce ne sarà un'altra?

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