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Pescara, 18/01/2021
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Data: 19/07/2019
Testata giornalistica: Il Centro
Porti abruzzesi, resta l'accordo con Ancona. Il ministero dei trasporti chiarisce: il passaggio a Civitavecchia avrebbe comportato la perdita dei fondi per Vasto e Ortona

PESCARA Non ci sarà per i porti abruzzesi lo spostamento dall'autorità marittima di Ancona a quella di Civitavecchia. Anche perché, se si concretizzasse questa possibilità, l'Abruzzo perderebbe la Zona economica speciale (Zes). La notizia, che gela le aspettative di chi aveva sostenuto il passaggio, soprattutto in funzione delle opportunità offerte dal corridoio Tirreno-Adriatico, è giunta dalla riunione che si è svolta ieri a Roma, nella sede del Ministero delle infrastrutture e trasporti, al quale per l'Abruzzo hanno partecipato il presidente Marco Marsilio, l'assessore alle attività produttive, Mauro Febbo, la capogruppo M5S Sara Marcozzi (tra i sostenitori, assieme al presidente Marsilio, dell'opportunità del trasferimento), e i parlamentari Cinquestelle. L'incontro era stato promosso dal Mit, dopo la richiesta di chiarimenti presentata dalla Regione Abruzzo per conoscere quali conseguenze avrebbe potuto produrre il trasferimento, in considerazione del fatto che la proposta di Zes deve essere presentata all'autorità portuale di riferimento. DOMANDA PRECISA. È stato il presidente Marsilio a chiedere alla dirigente del ministero per il Sud cosa ne sarebbe stato della Zes abruzzese, nell'ipotesi di passaggio degli scali marittimi di Vasto e Ortona sotto l'autorità portuale di Civitavecchia. Domanda precisa, e risposta tranciante. La dirigente ha chiarito che lo spostamento da Ancona a Civitavecchia avrebbe comportato l'impossibilità, per l'Abruzzo, di ottenere il riconoscimento della propria Zes.PATTI CHIARI. Chiarito una volta per tutte questo aspetto, sono state affrontate le altre questioni «e tutti i partecipanti», si legge in una nota, «hanno convenuto sull'importanza di avere maggiori finanziamenti per i porti e le reti ferroviarie, così da avere una mobilità complessiva migliore e in grado di attrarre non solo nuovi investimenti, ma anche di rivoluzionare i collegamenti regionali».MANI LEGATE. «Dopo queste risposte da parte del dirigente del Ministero», ha commentato il presidente Marsilio, «abbiamo di fatto le mani legate. Non possiamo percorrere strade diverse per non perdere il riconoscimento della Zes. Sicuramente le categorie imprenditoriali, le parti sociali e la classe politica potranno portare avanti qualsiasi attività tesa a cambiare le carte in tavola, ma al momento come Regione non possiamo andare oltre per non danneggiare l'economia del territorio». TONINELLI ASSENTE. Il ministro Danilo Toninelli non era presente all'incontro, ma ha delegato un dirigente del Mit, il dottor Massimiliano Gattoni, a rappresentarlo. SENTIERO GIÀ TRACCIATO. «Avevamo ragione a tenere distinta la Zes dal corridoio Tirreno-Adriatico», ha commentato l'assessore Febbo. «Le normative europee e nazionali», ha spiegato, «non permettono la costituzione di una Zes con Civitavecchia». Tra l'altro la richiesta della Zes abruzzese, sottolinea l'assessore, si trova ad uno stato «avanzatissimo, visto che è già stata approvata dal ministero per il Sud e praticamente anche dal Mef. Quindi puntiamo a ottenere il riconoscimento entro settembre. Sul corridoio Tirreno-Adriatico e sul passaggio all'autorità di Civitavecchia apprendiamo favorevolmente le proposte emendative del parlamentari M5S, ma noi comunque continuiamo a lavorare sul sentiero già tracciato».

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