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Pescara, 22/01/2021
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Data: 20/07/2019
Testata giornalistica: Il Messaggero
Verso lo sciopero dei trasporti - Trasporti, si ferma l'Abruzzo. Sciopero dei trasporti treni, bus e aerei fermi per due giorni. La serrata il 24 e il 26 luglio, stop anche alle attività portuali. I sindacati: «Abruzzo peggio della situazione nazionale» (l'articolo in pdf)

PESCARA Via mare, via cielo, via terra. Si ferma tutto nel trasporto pubblico per lo sciopero generale indetto da Cgil, Cisl e Uil sull'intero territorio nazionale. Le date da segnare in rosso sul calendario sono quelle ormai vicinissime di mercoledì 24 e venerdì 26 luglio, quando anche in Abruzzo potrebbero registrarsi gravi disagi per chi si sposta in treno, sui bus e in aereo. Previsto persino il blocco dei porti (questa volta le misure anti immigrazione adottate dal Viminale non c'entrano) e i servizi funerari per il caro estinto. Come dire: impossibile prendersi una pausa anche dalla vita terrena il prossimo 24 luglio. Nella giornata del 26 l'astensione dal lavoro riguarderà invece solo il trasporto aereo.
ANNI 80
«Uno sciopero così - ricordava ieri Franco Rolandi, segretario generale della Filt Cgil Abruzzo - non si registrava dalla fine degli anni 80». Giuseppe Murinni, il collega della Uil Trasporti, riassume invece i temi della vertenza: «Questo è uno sciopero contro l'immobilismo del governo nazionale. Registriamo ritardi che si riflettono su tutto il Paese e l'intero Abruzzo». Per la Fit-Cisl c'era invece l'altro segretario generale, Amelio Angelucci, a spiegare alla stampa perché i sindacati hanno deciso di intraprendere un'azione così dura per contestare le politiche locali e nazionali sui trasporti. I temi sono tanti. Si parte dalla richiesta di un confronto serio con governo, istituzioni e imprese per difendere i diritti dei lavoratori e il sistema dei servizi nei trasporti. Ma anche uno scatto in avanti sulle grandi opere: «Corridoi europei funzionali, efficienti ed efficaci». E una politica dei trasporti che orienti le scelte delle grandi imprese pubbliche e delle istituzioni.
L'altra questione segnalata riguarda la concorrenza al ribasso sul mercato del lavoro, che a detta dei sindacati va accompagnata da misure altrettanto decise contro l'illegalità, l'evasione fiscale, il lavoro nero. Poi il tema della sicurezza, dove non sono più rinviabili, secondo Cgil, Cisl e Uil, interventi per arginare l'aumento degli infortuni e delle morti bianche. Gli altri nodi al centro della vertenza riguardano il rinnovo dei contratti collettivi nazionali, la mobilità, gli appalti legati ai servizi ferroviari, il robusto taglio di 58milioni di euro subito dal Fondo nazionale Trasporti, la competizione e deregolamentazione delle merci, della logistica e delle cooperative.
RIFLESSIONE
Silvio Paolucci, capogruppo del Pd in Regione, ne approfitta per una riflessione sul trasporto pubblico locale: «Attualmente - dice - l'Abruzzo viaggia a velocità supersonica verso l'isolamento, dai rincari dei titoli di viaggio di circa il 30% sul trasporto ferroviario, con tempi di percorrenza invariati grazie al semplice cambio di denominazione dei Frecciabianca, alla proposta di soppressione del collegamento aereo Pescara-Milano». Ma l'esponente del Pd segnala anche altre questioni: «Pensiamo a quelle irrisolte delle autostrade (tariffe, investimenti, piano economico finanziario) fino ai mancati atti di programmazione da parte del governo regionale e nazionale che rischiano - dice - di fare pagare un prezzo altissimo all'Abruzzo. In qualche caso a causa di inerzia e incompetenza». Secondo Paolucci il vero pericolo è di consegnare la regione a un «isolamento storico, che finirebbe col compromettere profondamente il suo sviluppo».

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