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Pescara, 25/01/2021
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Data: 23/07/2019
Testata giornalistica: IsNews
Sciopero generale, il mercoledì nero dei trasporti: bus e treni a rischio. Si 'fermano' anche i funerali

I rappresentanti della Triplice hanno incontrato la stampa per spiegare le motivazioni dello sciopero generale. “Aeroporto e autostrada? Ma in Molise manca l’essenziale” hanno rimarcato Rolandi (Cgil), Sardo (Cisl) e Mastropaolo (Uil)




CAMPOBASSO. Il mercoledì nero di trasporti (regionali e non solo) arriva con una mobilitazione che non si vedeva dagli anni Novanta: sciopero generale, in pratica.


Il che significa che saranno a ‘mezzo servizio’ gli autobus di città e quelli extraurbani, i treni, i taxi, il settore appalti ferroviari, il personale Anas, il trasporto merci su rotaia, gli autonoleggi con conducente e persino il servizio funerario.


Uno sciopero politico, sì, ma non esclusivamente contro il governo gialloverde e quello di centrodestra che attualmente guida la Regione Molise, rimarcano Franco Rolandi (Fit Cgil), Giuseppe Sardo (Fit Cisl) e Carmine Mastropaolo (Uiltrasporti) perché “si tratta di problematiche ataviche”. Quindi tutti i governi regionali degli ultimi 20 anni sono sul banco degli imputati.


In effetti è un film già visto, un articolo già pubblicato, un servizio televisivo andato già in onda.


La mancata elettrificazione della tratta ferroviaria, il collo di bottiglia della Termoli-Lesina, le condizioni delle strade regionali, l’agognato bando per il gestore unico del trasporto pubblico locale, i rincari che stanno penalizzando fortemente le famiglie che si muovono per motivi di lavoro e di studio con i mezzi pubblici.


Copione già letto, che al momento non ha – fra le sue pagine – alcun clamoroso (e atteso) colpo di scena.


Lo sciopero generale che interesserà il settore dei trasporti su ferro e gomma mercoledì 24 luglio (il 26 sarà a rischio il trasporto aereo) coinvolgerà i bus di città dalle 19.30 alle 22.30. Stesso orario per le corse del trasporto extraurbano. I treni saranno a rischio dalle 9.01 alle 17.01. Per il settore appalti ferroviari prevista l’intera giornata di astensione dal lavoro, per Autostrade le ultime 4 ore del turno, Anas si fermerà l’intera giornata, i taxi saranno fermi 24 ore articolate all’interno dei turni ma saranno garantiti i trasporti sociali per anziani, portatori di handicap e malati. Otto ore di sciopero per il settore trasporto merci su rotaia (dalle 9.01 alle 17.01), gli autonoleggi con conducente incroceranno le braccia dalle 10 alle 14 e i servizi funerari non saranno operativi per l’itera giornata (garantite solo le prestazioni indispensabili previste dalla regolamentazione vigente). Il 26 le tratte aeree non garantite saranno quelle comprese fra le 10 e le 14, di tutte le compagnie.


“La politica non ha avviato alcun confronto serio con le organizzazioni sindacali – hanno specificato i rappresentanti che oggi hanno incontrato la stampa nella sede della Cgil di Campobasso – né prima né ora: è poco sensibile alle problematiche del trasporto che però, se non affrontate, pregiudicano lo sviluppo del territorio e tolgono opportunità. Marche, Abruzzo e Molise sono escluse dal corridoio europeo e questo di fatto ci taglia fuori dall’alta velocità, già pregiudicata dal tratto Termoli-Lesina”. Sì, perché quei 33 chilometri a binario unico rallentano e non poco il transito delle ‘Frecce’ che da Nord portano a Sud. “E’ come se una Ferrari corresse su una mulattiera”, il paragone lanciato da Franco Rolandi.


La chiusura della tratta Campobasso-Termoli rappresenta un altro tassello di una situazione di per sé problematica. Ove mai dovesse crearsi qualche problema sul viadotto del Liscione o sulla BIfernina, la tratta ferroviaria sarebbe una valida alternativa, soprattutto in considerazione del percorso da fare sulla vecchia Statale. Ma anche la riapertura resta sospesa, in attesa delle valutazioni di Ferrovie Italiane sulle migliorie da apportare alla tratta per renderla percorribile in sicurezza.


“L’aeroporto, l’autostrada? Ma qui manca l’essenziale” sbotta ancora Rolandi.


E poi l’auspicata riforma del trasporto pubblico locale, affidato alle stesse aziende per decenni al punto che è diventato difficile arrivare alle gare per individuare altri gestori. Le condizioni dei mezzi e dei servizi sono sotto gli occhi di tutti, il rincaro spropositato della tariffazione (aumenti necessari certo ma magari avrebbero potuto essere dilazionati nel tempo, sostengono i sindacati) mette in crisi le famiglie e poi ci sono anche gli operai che non hanno nemmeno più la corsa per raggiungere il posto di lavoro.


“L’Europa ci chiede performance migliori – rimarca Mastropaolo – e il nostro territorio sarà ulteriormente penalizzato perché non ci saranno attribuzioni di fondi a fronte della situazione attuale. Oggi chiediamo scusa per i disagi ai pendolari che sono quelli che avvertiranno maggiormente i disagi mentre il tema riguarda tutti, anche chi non usa i mezzi pubblici”.


Entrano fra gli argomenti snocciolati oggi anche le vicende che riguardano il trasporto pubblico locale, con i casi eclatanti di Campobasso e Isernia dove, a fronte dei mancati trasferimenti di fondi ai Comuni, le aziende non starebbero pagando le spettanze agli autisti.


A Termoli, invece, sarebbe già stato presentato ricorso contro un tentativo di bando di gara avviato dal Comune, intenzionato ad individuare un altro gestore.


“Problematiche stantie – incalza Sardo - che ora si sono incancrenite: da 25 anni che si va avanti con gli affidamenti diretti ad aziende, anzi – per quanto riguarda il trasporto extraurbano - soprattutto ad un’azienda, che ha trovato nella Regione Molise un vero e proprio bancomat. Ma poi non paga i lavoratori nonostante percepisca i contributi. Facile fare impresa a costo zero. E’ un gioco indecoroso che si trascina da anni”.


La politica ha le proprie colpe, è evidente.


“Le promesse fatte dalla Giunta? Solo teoriche – rincarano i tre esponenti sindacali -. Le riunioni che avrebbero dovuto avere cadenza mensile al momento sono state solo due. Si mena il can per l’aia, questa è la verità. La cabina di regia? Noi crediamo debba partecipare l’utenza che assieme ai lavoratori è la ‘parte’ più coinvolta e che conosce meglio le problematiche. In Molise si soffre di manie di grandezza ma siamo una regione che compie solo passi indietro,: assieme all’Abruzzo siamo quella che prende meno fondi per il trasporto su ferro. Il contratto di servizio? Due anni di ritardo con Trenitalia e per questo la Regione non può permettersi di alzare la voce. Il gestore unico? Le risorse, ingenti, vanno sempre agli stessi imprenditori che non hanno alcun motivo a spingere per il bando di gara. Si coalizzano in consorzi per restare sempre in sella”.


L.S.



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